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Risorse economiche

condizioni di vita 2

Il reddito, il patrimonio individuale e familiare e la qualità dell’abitazione.

Gli svantaggi che caratterizzano la posizione sociale individuale – basso titolo di studio, disoccupazione, basso valore della casa – influenzano negativamente le componenti della salute, sia quelle fisiche e psicologiche, sia quelle relative alle malattie croniche. Gli uomini meno istruiti, i disoccupati, coloro che vivono in abitazioni piccole o in affitto, ma anche chi è povero di risorse di aiuto familiare (come i monogenitori o gli anziani soli) mostrano svantaggi significativi di salute, che risultano stabili nel tempo.

Prima infanzia e disuguaglianze di salute

Agire precocemente, fin dai primi anni di vita favorisce lo sviluppo fisico e mentale del bambino con benefici che hanno un impatto sulla vita adulta. Se gli interventi si indirizzano ai gruppi sociali più svantaggiati contribuiscono all’inclusione sociale e all’equità. Vi è però la necessità di disporre di indicazioni specifiche e quanto più possibile dettagliate sull’impatto dei diversi tipi di intervento sul contrasto alle disuguaglianze. Con questo obiettivo Dors ha prodotto 3 report:  uno focalizzato sugli interventi prenatali e postnatali;  uno sul supporto alla genitorialità e uno sulle visite domiciliari.

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    L’esperienza dell’Emilia-Romagna sulla misura e il contrasto delle disuguaglianze

    Il 10 maggio si è tenuto a Bologna il seminario “Equità in salute. Evidenze quantitative ed esempi di azioni di promozione”. In quell’occasione è stato presentato il dossier con i risultati della mortalità, generale e per cause, in relazione alle condizioni socioeconomiche nell’ambito dello Studio Longitudinale emiliano che include i residenti nei comuni Bologna, Modena e Reggio Emilia tra il 2001 e il 2016.

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      Dai dati alle politiche, l’esperienza di Torino di coinvolgimento degli stakeholder

      Si è recentemente conclusa un’esperienza locale di coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement), realizzata a partire dalla pubblicazione di un rapporto sulle disuguaglianze di salute nella città di Torino. L’intero processo, guidato da un gruppo di ricerca coordinato dal Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte (SEPI) è partito dall’analisi di risultati epidemiologici e ha creato uno spazio di discussione inedito basato sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti.

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        Str.A.Da. Strumenti per l’accesso ai dati e indicatori di salute

        Str.A.Da. raccoglie i principali sistemi di accesso, disponibili sul web, per la consultazione, l’estrazione e l’utilizzo di dati e indicatori utili per la costruzione e la produzione di profili e rapporti di salute a diversi livelli territoriali della regione Piemonte. Recentemente sono anche state inserite fonti con dati raccolti a livello europeo.

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          Il libro “La città che cura. Microaree e periferie della salute” – dal convegno di Trieste.

          Questo libro si interroga su come sia possibile mettere insieme un’organizzazione sensibile a rilevare i bisogni, a creare delle reti. Le storie che racconta sembrano dire che i servizi cresciuti nella città e nelle periferie di Trieste, i Distretti e le Microaree, non sono lì a guardare dall’esterno, ma diventano parte della storia delle persone, entrano dentro la loro quotidianità fino a costituire pezzi di soggettività  che emergono dai racconti.  

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            Continuano i lavori della Joint Action Health Equity Europe (JAHEE)

            E’ in corso il progetto europeo JAHEE, termine che in swahili significa “dignità”, ed è l’acronimo di Joint Action Health Equity Europe, per il contrasto alle disuguaglianze sociali nella salute finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del terzo Health Programme 2014-2020.

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              Diseguaglianze sociali e stato di salute – Rompere il circolo vizioso

              Il rapporto del Deloitte Centre for Health Solutions “Diseguaglianze sociali e stato di salute – Rompere il circolo vizioso” analizza l’impatto dei determinanti sociali sulle disuguaglianze di salute nell’Europa  occidentale.

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                Ospedalizzazione evitabile per cittadinanza. Risultati della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani

                L’ospedalizzazione evitabile (OE) include i ricoveri per una serie di condizioni che sono potenzialmente trattabili attraverso un’appropriata e tempestiva assistenza territoriale senza il ricorso all’assistenza ospedaliera. Questo indicatore viene perciò utilizzato come indicatore di accesso e qualità delle cure primarie. Lo studio presentato al XLI Congresso dell’AIE aveva l’obiettivo di confrontare l’OE tra cittadini italiani e stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria, nella coorte veneziana della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani (SLM).

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                  Differenze di mortalità per livello di istruzione in Italia

                  Differenze socioeconomiche nella mortalità a favore delle fasce sociali più avvantaggiate sono state ben documentate in molti paesi europei in modo sistematico. Per rispondere alla domanda di ricerca su questi temi, l’ISTAT, nell’ambito del progetto “Differenze socio-economiche nella mortalità”, inserito nel Piano Statistico Nazionale, ha costruito una base dati che permette di studiare le diseguaglianze nella mortalità della popolazione italiana mediante record-linkage tra i dati degli archivi dell’Indagine su decessi e cause di morte e il Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011. Il database è stato poi integrato con varie fonti anagrafiche al fine di migliorare la qualità del linkage. I primi risultati dello studio, relativi alla speranza di vita per livello di istruzione, sono stati diffusi nell’Aprile 2016 (http://www.Istat.it/it/archivio/184896)[1]. Successivamente l’Istat, utilizzando i dati di mortalità del triennio 2012-2014, ha diffuso i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio, genere, ripartizione territoriale e cause di morte ...

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                    Povertà e rinuncia a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in Italia

                    Le disuguaglian­ze sociali e territoriali di salute e di accesso alle cure rappresentano in Italia e nei Paesi Europei un problema persistente, che si è acuito nel periodo di recessione economica globale. Tra il 2007 e il 2014 in Europa la prevalenza di persone che hanno rinunciato a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in presenza di bisogno per qualsiasi motivo (da 6.9% a 6.7%) e per motivi economici (da 2.6% a 2.4%) è rimasta costante. L’Italia, insieme alla Grecia, è il Paese in cui si è osservato il maggior incremento di persone che hanno rinunciato per motivi economici (da 3.2% a 6.5%), seppur a fronte di un incremento lieve della rinuncia per qualsiasi motivo (da 6.7% a 7.8%). L’indagine europea EU-SILC “Reddito e condizioni di vita”, la cui edizione italiana è condotta annualmente dall’ISTAT su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia di età superiore a 15 anni, ...

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