Primi anni di vita

primi anni di vita 2Il contesto dei primi anni di vita degli individui influenza le capacità di apprendimento, il successo scolastico, la partecipazione economica, la cittadinanza sociale e la salute. Il livello di sviluppo delle capacità cognitive e non cognitive è condizionato dall’ambiente della prima infanzia, che influisce sulle traiettorie di crescita fisica, cognitiva e socio-emozionale. Ecco perché gli investimenti rivolti ai bambini nella prima infanzia – che si estende dalla fase prenatale agli 8 anni – costituiscono una delle leve più rilevanti per ridurre le iniquità di salute. È necessario sostenere madri e bambini da prima del concepimento ai primi anni di vita, assicurando ai bambini ambienti di vita sicuri, salutari, educativi, capaci di fornire cura e supporto.

PIPPI – Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione

Il catalogo CARE si arricchisce di una nuova pratica – un programma di livello nazionale, implementato in numerose regioni d’Italia –  per ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo famigliare di origine.

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Salute delle popolazioni vulnerabili

In occasione del XLIV convegno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia che si tiene in modalità online dal 2 al 6 novembre, la rivista Epidemiologia&Prevenzione pubblica un numero monografico sull’epidemiologia delle popolazioni vulnerabili dedicato a Barbara Pacelli.Leggi tutto »Salute delle popolazioni vulnerabili

Un “Angelo Custode” a sostegno delle giovani famiglie in difficoltà

Schutzengel è un intervento di  sostegno alla prima infanzia e rivolto ai nuclei familiari meno abbienti. Il progetto, realizzato dall’omonima organizzazione no-profit, ha avuto origine in Germania nel distretto  economicamente svantaggiato di  Flensburg Neustadt, attualmente è operativo in quattro sedi all’interno dello Schleswig-Holstein.Leggi tutto »Un “Angelo Custode” a sostegno delle giovani famiglie in difficoltà

Bambini e adolescenti in situazioni di fragilità: l’impegno del CRC

Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), network composto da 100 soggetti del Terzo Settore ha effettuato una rassegna delle iniziative messe in campo dalle varie associazioni del network.Leggi tutto »Bambini e adolescenti in situazioni di fragilità: l’impegno del CRC

Trenta anni di studi in più di 30 paesi europei raccolti nel libro “Health Inequalities” di Johan Mackenbach

Trenta anni di studi in più di 30 paesi europei raccolti nel libro “Health Inequalities” scritto da Johan Mackenbach, uno dei più importanti studiosi sul tema delle disuguaglianze di salute. Pubblichiamo la traduzione di parte della prefazione e delle principali conclusioni a cui giunge l’autore del libro.

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Prima infanzia e disuguaglianze di salute

Agire precocemente, fin dai primi anni di vita favorisce lo sviluppo fisico e mentale del bambino con benefici che hanno un impatto sulla vita adulta. Se gli interventi si indirizzano ai gruppi sociali più svantaggiati contribuiscono all’inclusione sociale e all’equità. Vi è però la necessità di disporre di indicazioni specifiche e quanto più possibile dettagliate sull’impatto dei diversi tipi di intervento sul contrasto alle disuguaglianze.

Con questo obiettivo Dors ha prodotto 3 report:  uno focalizzato sugli interventi prenatali e postnatali;  uno sul supporto alla genitorialità e uno sulle visite domiciliari.

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Se si cambia l’inizio di una storia si può cambiare tutta la storia

Il documento Nurturing Care for Early Childhood Development è nato in risposta alle robuste evidenze scientifiche (the Lancet Series ) che riconoscevano l’importanza e la criticità dei primi anni di vita, per lo sviluppo del bambino. E’ stato elaborato da WHO, UNICEF e la World Bank, in collaborazione  con Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, Early Childhood Development Action Network and numerosi altri partner.

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Nascere in Piemonte: i dati del nuovo atlante sul percorso nascita

Dal 2006 al 2016 il numero complessivo dei nati è in calo, da 36.902  si passa a 30.526. In aumento i figli di donne straniere che passano dal 20,2% nel 2006 al 27,9% nel 2016.

Più alta la probabilità di essere seguite in consultorio soprattutto per le donne giovani, meno istruite, disoccupate, straniere.

Questi alcuni dei dati contenuti nell’atlante Nascere in Piemonte: percorso nascita regionale relativo all’analisi dei Certificati di Assistenza al Parto, dal 2006 al 2016, compilati per donne residenti in Piemonte che hanno partorito in regione.

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