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Strategie per l’equità nella salute

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Include temi trasversali fra cui il genere, le relazioni sociali e associative, la partecipazione e l’integrazione nelle politiche.

Prima infanzia e disuguaglianze di salute

Agire precocemente, fin dai primi anni di vita favorisce lo sviluppo fisico e mentale del bambino con benefici che hanno un impatto sulla vita adulta. Se gli interventi si indirizzano ai gruppi sociali più svantaggiati contribuiscono all’inclusione sociale e all’equità. Vi è però la necessità di disporre di indicazioni specifiche e quanto più possibile dettagliate sull’impatto dei diversi tipi di intervento sul contrasto alle disuguaglianze. Con questo obiettivo Dors ha prodotto 3 report:  uno focalizzato sugli interventi prenatali e postnatali;  uno sul supporto alla genitorialità e uno sulle visite domiciliari.

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    Nascere in Piemonte: i dati del nuovo atlante sul percorso nascita

    Dal 2006 al 2016 il numero complessivo dei nati è in calo, da 36.902  si passa a 30.526. In aumento i figli di donne straniere che passano dal 20,2% nel 2006 al 27,9% nel 2016. Più alta la probabilità di essere seguite in consultorio soprattutto per le donne giovani, meno istruite, disoccupate, straniere. Questi alcuni dei dati contenuti nell’atlante Nascere in Piemonte: percorso nascita regionale relativo all’analisi dei Certificati di Assistenza al Parto, dal 2006 al 2016, compilati per donne residenti in Piemonte che hanno partorito in regione.

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      L’esperienza dell’Emilia-Romagna sulla misura e il contrasto delle disuguaglianze

      Il 10 maggio si è tenuto a Bologna il seminario “Equità in salute. Evidenze quantitative ed esempi di azioni di promozione”. In quell’occasione è stato presentato il dossier con i risultati della mortalità, generale e per cause, in relazione alle condizioni socioeconomiche nell’ambito dello Studio Longitudinale emiliano che include i residenti nei comuni Bologna, Modena e Reggio Emilia tra il 2001 e il 2016.

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        L’ Equità nei piani di prevenzione in Italia

        Si è tenuto a Roma nei giorni 6 e 7 maggio il primo modulo formativo per stimolare e accompagnare tutte le Regioni a prendere iniziative concrete per ridurre le disuguaglianze di salute, inserendo nel loro Piano Regionale di Prevenzione azioni in questo senso.

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          Le buone pratiche per gli interventi e le politiche orientate all’equità

          Durante le due giornate formative si è parlato anche di buone pratiche, in particolare quelle orientate all’equità. Una buona pratica secondo la definizione di Kahan e Goodstadt del 2001 è “un intervento, una attività, un programma che “in armonia con i principi, i valori, le credenze e le prove di efficacia e ben integrato con il contesto ambientale, è tale da poter raggiungere il miglior risultato possibile in una determinata situazione”.

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            I documenti a supporto delle Regioni

            Le sei Regioni che hanno sperimentato il processo dell’HEA per riorientare le azioni del Piano di Prevenzione verso l’equità hanno anche elaborato  revisioni di letteratura a supporto delle azioni implementate.

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              15 Proposte per la giustizia sociale

              È stato pubblicato, da un composito gruppo di persone e organizzazioni attive nello studio e nella lotta alle disuguaglianze sociali, il rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale”.  

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                Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione

                Mercoledì 27 febbraio 2019, alla presenza della Ministro della Salute Giulia Grillo, è stato presentato il volume Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione promosso dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e realizzato in collaborazione con Istat e il Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte.

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                  Ridurre e contrastare le disuguaglianze di salute in Italia: le tappe del percorso

                  Durante le ultime decadi in Italia si è visto un progressivo miglioramento delle condizioni di salute e livelli di disuguaglianze sociali che risultano meno pronunciati rispetto ad altri paesi Europei. Eppure, le medie mascherano l’esistenza di differenze sistematiche: le persone più abbienti stanno meglio, si ammalano di meno e vivono più a lungo.

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                    Dai dati alle politiche, l’esperienza di Torino di coinvolgimento degli stakeholder

                    Si è recentemente conclusa un’esperienza locale di coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement), realizzata a partire dalla pubblicazione di un rapporto sulle disuguaglianze di salute nella città di Torino. L’intero processo, guidato da un gruppo di ricerca coordinato dal Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte (SEPI) è partito dall’analisi di risultati epidemiologici e ha creato uno spazio di discussione inedito basato sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti.

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