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Inclusione e integrazione

INCLUSIONEI processi di inclusione e di integrazione sociale hanno notevoli ripercussioni sullo stato di salute degli individui. Secondo il Social Exclusion Knowledge Network, infatti, buoni livelli di inclusione sociale generano partecipazione, senso di appartenenza e un maggiore controllo sulla propria vita, mentre una scarsa inclusione sociale è causa di disuguaglianze materiali, che contribuiscono a incrementare le iniquità di salute.

L’esperienza dell’Emilia-Romagna sulla misura e il contrasto delle disuguaglianze

Il 10 maggio si è tenuto a Bologna il seminario “Equità in salute. Evidenze quantitative ed esempi di azioni di promozione”. In quell’occasione è stato presentato il dossier con i risultati della mortalità, generale e per cause, in relazione alle condizioni socioeconomiche nell’ambito dello Studio Longitudinale emiliano che include i residenti nei comuni Bologna, Modena e Reggio Emilia tra il 2001 e il 2016.

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    L’ Equità nei piani di prevenzione in Italia

    Si è tenuto a Roma nei giorni 6 e 7 maggio il primo modulo formativo per stimolare e accompagnare tutte le Regioni a prendere iniziative concrete per ridurre le disuguaglianze di salute, inserendo nel loro Piano Regionale di Prevenzione azioni in questo senso.

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      La salute di un mondo in movimento: un numero monografico di “The Lancet”

      Nel dicembre 2018 la UCL-Lancet Commission on Migration and Health (commissione internazionale di 20 esperti) ha pubblicato il resoconto di oltre due anni di analisi basate su studi già pubblicati e ricerche ad hoc. Gli autori definiscono il rapporto “la più completa rassegna finora condotta dei dati disponibili su migrazione e salute”. In effetti il testo fornisce molte informazioni, riflessioni e raccomandazioni.

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        Minori stranieri non accompagnati: l’Atlante Save the Children

        Lasciano il loro paese e affrontano un lungo e rischioso viaggio, senza genitori e familiari, per arrivare in Italia. Sono – in gergo tecnico – i “minori stranieri non accompagnati” e Save The Children gli dedica un atlante per raccontare il loro viaggio di integrazione verso un paese sconosciuto.

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          Più problemi mentali per i figli degli immigrati dal Sud negli anni del boom economico

          Lo rileva uno studio realizzato dall’Università di Torino e dal Servizio di Epidemiologia della ASL TO3 che ha analizzato la salute mentale dei figli di immigrati dal Sud Italia negli anni 50-70, che hanno vissuto la loro infanzia a Torino durante il miracolo economico, confrontandola con quella dei figli di nativi.

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            I figli di donne straniere si vaccinano meno? Dipende

            Uno studio multicentrico coordinato dall’Istituto superiore di sanità , i cui risultati sono stati presentati al convegno annuale dell’Associazione italiana di epidemiologia (AIE), ha analizzato le differenze nelle vaccinazioni infantili tra bambini italiani e stranieri provenienti dai paesi a forte pressione migratoria.

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              Infortuni nei lavoratori stranieri regolari

              Il rapporto “Infortuni nei lavoratori stranieri regolari. Analisi per caratteristiche individuali e lavorative”  ha confrontato i lavoratori di paesi a sviluppo avanzato (PSA), costituiti essenzialmente da italiani, con lavoratori stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria (PFPM), e ha valutato differenze nell’occorrenza di infortuni sul lavoro.

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                Dai dati alle politiche, l’esperienza di Torino di coinvolgimento degli stakeholder

                Si è recentemente conclusa un’esperienza locale di coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement), realizzata a partire dalla pubblicazione di un rapporto sulle disuguaglianze di salute nella città di Torino. L’intero processo, guidato da un gruppo di ricerca coordinato dal Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte (SEPI) è partito dall’analisi di risultati epidemiologici e ha creato uno spazio di discussione inedito basato sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti.

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                  I materiali e le interviste ai protagonisti – dal convegno “La comunità che fa salute. Le microaree di Trieste per l’equità”

                  E’ appena terminato il convegno di due giorni sull’esperienza delle ‘Microaree’ della città di Trieste, una modalità nuova e innovativa di intervento integrato fra sanità, sociale, azienda che gestisce le case di edilizia popolare, terzo settore, volontariato e cittadini.

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                    Il libro “La città che cura. Microaree e periferie della salute” – dal convegno di Trieste.

                    Questo libro si interroga su come sia possibile mettere insieme un’organizzazione sensibile a rilevare i bisogni, a creare delle reti. Le storie che racconta sembrano dire che i servizi cresciuti nella città e nelle periferie di Trieste, i Distretti e le Microaree, non sono lì a guardare dall’esterno, ma diventano parte della storia delle persone, entrano dentro la loro quotidianità fino a costituire pezzi di soggettività  che emergono dai racconti.  

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