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Convegno a Milano il 12 aprile 2018 “Health equity Audit nei Piani regionali di Prevenzione”

Sono  disponibili le presentazioni del Convegno “Health Equity Audit nei Piani regionali della prevenzione in Italia” che si è tenuto  a Milano il 12 aprile 2018.

Progettare e realizzare interventi di prevenzione e di promozione della salute orientati all’equità.  Questo è quanto è stato fatto nell’ambito del progetto finanziato dal CCM nel 2014 dal titolo Equity Audit nei Piani Regionali di Prevenzione in Italia.

Il progetto è durato tre anni ed ha coinvolto sei Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Puglia che hanno deciso di ricalibrare le azioni previste nei loro Piani di Prevenzione verso l’equità.

Per capire su quali fattori di rischio e target intervenire, bisogna conoscere come sono distribuiti nella popolazione: per esempio l’inattività fisica, noto fattore di rischio per numerose patologie, colpisce tutti allo stesso modo, o di più i gruppi più svantaggiati o che appartengono a fasce di età particolari?

A questa domanda si può rispondere attraverso l’analisi dei  dati che derivano dalle indagine campionarie ISTAT sugli “Aspetti della vita quotidiana” realizzate a livello nazionale.  La prima fase del progetto si è concentrata proprio sull’analisi e condivisione con le Regioni coinvolte di questi dati.   Sono state dunque individuate delle priorità e dei setting su cui intervenire.

Il Piemonte, la Lombardia e la Puglia si sono concentrate su 3 setting specifici: la scuola, l’ambiente di lavoro e l’ambiente di vita.

La Lombardia e il Veneto hanno  orientato all’equità due programmi regionali su cui sono impegnate da anni, rispettivamente gli “screening” e “Genitori più”, un programma che coinvolge le famiglie e i bambini fino a tre anni di età.

La Toscana si è concentrata su programmi di “Sanità di iniziativa” proponendo un nuovo modello  che tenga conto della riduzione delle disuguaglianze.

L’Emila-Romagna  ha  realizzato interventi di contrasto all’obesità in bambini svantaggiati e alla sedentarietà in pazienti psichiatrici.

Cosa significa in questo caso orientare all’equità questi interventi?

Nel caso dell’obesità si è visto ad esempio che il percorso di presa in carico del bambino obeso intercetta bimbi obesi con genitori poco istruiti ma meno quelli che provengono da famiglie straniere con lo stesso problema di salute. L’analisi del profilo di equità ha permesso di ricalibrare le azioni come sensibilizzare di più i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta verso il coinvolgimento di questo target.

L’idea è dunque quella di trasferire l’esperienza ad altre Regioni, per questo è stato realizzato un toolbox con l’intento di permettere a chiunque di far tesoro e replicare l’esperienze portate avanti nelle sei regioni coinvolte nel progetto

 

Accedi alle relazioni presentate al convegno

 

Scarica la locandina in allegato