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I giornalisti di strada raccontano il lockdown : il progetto Covid 19 the Other Frontline

“(…)E allora non sapevo cosa fare ”. E’ forse questa l’espressione che compare più spesso nelle storie di lockdown  ed esprime il profondo disagio di chi lo ha vissuto. Il Servizio Sovrazonale di Epidemiologia è coinvolto in un’iniziativa internazionale COVID19-Other Front-Line che vuole dare voce ai vissuti di persone, luoghi e comunità che hanno molto da dire e da far conoscere, perché questa conoscenza diventi fonte di riflessione e di azione per una politica di giustizia.

L’ultimo decennio è stato caratterizzato dal forte impegno della comunità scientifica e dei governi, a livello mondiale, nel far crescere la consapevolezza riguardo all’esistenza delle disuguaglianze sociali e di salute e nel promuovere politiche di contrasto, capaci di ridurre il gradiente sociale di salute e di proteggere i gruppi più deboli, attraverso azioni sia di tipo sanitario, di prevenzione e di cura, sia di tipo non sanitario, con un approccio intersettoriale.

La pandemia COVID-19 ha messo a dura prova i nostri sistemi sociali, sanitari ed economici, colpendo duramente coloro che erano già fragili. Cosa è capitato durante il lockdown quando si doveva rimanere a casa, a chi una casa non ce l’aveva?

Come ha fatto a sopravvivere in quei tre mesi chi ha perso il lavoro, seppur già precario? Quali difficoltà hanno avuto le badanti? Chi è stato vicino ai più bisognosi e come?

Mille domande e mille storie che solo i protagonisti possono raccontare.

COVID19-Other Front-Line sta avviandosi in questi giorni e nel documento  Covid 19 – The Otherfrontline Global Voice for Social Justice”  è spiegato come si sta organizzando. Nei prossimi mesi vi aggiorneremo sulle storie raccolte.


Contributo a cura  di Silvia Pilutti, Prospettive ricerca socio-economica
 silvia.pilutti@prospettivericerca.it