Garantire un accesso equo ai servizi di prevenzione rappresenta una delle principali sfide dei sistemi sanitari pubblici. In Italia, nonostante il principio universalistico del Servizio Sanitario Nazionale, persistono disuguaglianze significative nell’accesso ai programmi di screening oncologici, in particolare tra i gruppi più vulnerabili. Tra questi, la popolazione straniera temporaneamente presente (STP) cioè quelle persone straniere che non sono in regola con i documenti amministrativi di soggiorno, continua a incontrare ostacoli linguistici, culturali, organizzativi e burocratici che limitano la partecipazione ai percorsi di prevenzione, con il rischio di diagnosi tardive e peggiori esiti di salute.
Il quadro normativo nazionale riconosce esplicitamente il diritto alla tutela della salute anche per le persone straniere non regolarmente presenti, includendo l’accesso ai programmi di medicina preventiva. In linea con tali principi, la Regione Piemonte nel 2012 ha recepito le indicazioni nazionali per l’assistenza sanitaria alla popolazione immigrata e ha progressivamente orientato le politiche regionali verso il rafforzamento dell’equità nei servizi sanitari. Il Piano Regionale della Prevenzione ha individuato tra le proprie priorità il miglioramento della partecipazione ai programmi di screening dei sottogruppi di popolazione più vulnerabili, riconoscendo la necessità di interventi mirati per superare le barriere di accesso.
In questo contesto, i Centri ISI (Informazione Salute Immigrati), attivi in Piemonte dalla metà degli anni Novanta, rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la tutela della salute della popolazione straniera non regolarmente presente. Oltre all’erogazione di prestazioni cliniche, i Centri ISI svolgono attività di accoglienza, orientamento, mediazione culturale e promozione della salute, intercettando bisogni sanitari complessi e spesso inespressi. La loro prossimità alle comunità migranti li rende un setting privilegiato per l’attivazione di interventi di prevenzione mirati.
A partire da queste premesse in Piemonte è stato sviluppato un percorso organizzativo volto a rendere effettivo l’accesso agli screening oncologici anche per la popolazione STP, tradizionalmente esclusa dai programmi organizzati in quanto non residente. L’iniziativa si basa sulla collaborazione tra Centri ISI, programma regionale di screening e servizi territoriali, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze di accesso alla prevenzione e rafforzare la presa in carico.
Il modello prevede l’offerta attiva dei test di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto alle persone che accedono ai Centri ISI e che rientrano nei criteri di età previsti dai programmi regionali. I dati anagrafici vengono trasmessi attraverso i canali istituzionali al sistema di gestione degli screening, consentendo l’inserimento nel programma organizzato e l’assegnazione degli appuntamenti presso le strutture territoriali. Nel caso dello screening cervicale e mammografico, la persona viene indirizzata ai consultori o ai servizi radiologici del programma; per lo screening del colon-retto viene fornito il kit per la ricerca del sangue occulto fecale, con successiva gestione del campione e del referto secondo le procedure del programma.
L’esito degli esami viene trasmesso al Centro ISI di riferimento, che provvede a ricontattare la persona e a garantire, se necessario, l’attivazione del percorso di approfondimento diagnostico e terapeutico, favorendo la continuità assistenziale anche attraverso il supporto della mediazione culturale. Questo accompagnamento rappresenta un elemento chiave per ridurre le barriere linguistiche, organizzative e informative che spesso limitano l’adesione ai servizi di prevenzione.
L’esperienza mostra come la collaborazione tra servizi, la prossimità territoriale e l’integrazione tra assistenza e prevenzione possano contribuire a rendere più accessibili i programmi di screening anche per i gruppi tradizionalmente esclusi. Rendere accessibile la prevenzione anche alle persone più vulnerabili non significa soltanto migliorare gli esiti di salute individuali, ma rafforzare l’efficacia complessiva del sistema sanitario, riducendo il peso delle diagnosi tardive e promuovendo modelli assistenziali più inclusivi. In questa prospettiva, l’esperienza piemontese rappresenta un esempio di come interventi organizzativi mirati possano contribuire concretamente alla riduzione delle disuguaglianze di salute.
Per ulteriori approfondimenti:
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Il ruolo delle Associazioni di volontariato nell’integrazione degli stranieri nei programmi di screening oncologici
Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025. Programma Libero 15 Screening oncologici (pp 309-331)
Bibliografia
Legge n. 833/78. Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale
Legge del 6 marzo 1998, n. 40 “Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”
Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.
Accordo Stato Regioni n. 255 del 20.12.2012 “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane”. Gazzetta Ufficiale S.O. n. 32 del 7 febbraio 2013.
Deliberazione della Giunta Regionale 2 luglio 2012, n. 24-4081 “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane – Recepimento Regione Piemonte”
Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025 Deliberazione n. 12-2524 dell’11/12/2020
Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001 “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). I nuovi livelli essenziali di assistenza. 2017
Delibera G.R. 20 ottobre 2008, n. 20-9847 “Linee guida per l’avvio e gestione dei Centri I.S.I. – Informazione Salute Immigrati. Costituzione dei Centri presso tutte le AA.SS.LL. del territorio regionale ed approvazione di specifiche Linee di indirizzo per la loro attivazione e gestione”
“Linee di indirizzo per l’implementazione e la gestione dei test di screening per le persone STP afferenti ai Centri ISI della Regione Piemonte” N. Prot. 00000372 del 07/01/2025
A cura di Cecilia Leiss De Leimbourg, Università degli Studi di Torino
