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Bambini e adolescenti in situazioni di fragilità: l’impegno del CRC

Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), network composto da 100 soggetti del Terzo Settore ha effettuato una rassegna delle iniziative messe in campo dalle varie associazioni del network.

Si è preso l’impegno di divulgare informazioni e suggerimenti utili ai minorenni e alle loro famiglie, con una particolare attenzione ai bambini, alle bambine e agli adolescenti che si trovano a vivere situazioni di maggiore disagio e fragilità socio-economica (nota 1)

Son stati gli insegnanti, i pediatri, gli operatori e le associazioni a segnalare per primi la situazione di migliaia di minori che rischiano di restare “invisibili”, vivendo in contesti di fragilità (svantaggio economico, educativo e socio-relazionale).

Da un giorno all’altro, in coda alle vacanze scolastiche di carnevale, questi bambini e ragazzi si sono ritrovati privi del supporto della scuola, dei servizi della prima infanzia, delle reti educative, degli operatori socio-sanitari. Vi sono, ad oggi, in Italia, molti giovani per i quali la lontananza dalla scuola e dai luoghi di aggregazione rappresenta un problema, e la mancanza di un supporto digitale aggrava la condizione di vulnerabilità e isolamento, con il rischio di aumentare il divario e le disuguaglianze.

Vi sono, in quest’anno scolastico mutilato, quasi 8,5 milioni di studenti per i quali scuole ed insegnati hanno attivato la Didattica a Distanza (DaD), ma molti bambini e ragazzi non possano usufruirne poiché non sono in possesso di dispositivi informatici o hanno contratti per la connessione molto limitati. Se a questa disconnessione aggiungiamo che molti studenti hanno bisogni educativi speciali o presentano disturbi nell’apprendimento, capiamo come per molti restare al passo sia praticamente impossibile

A parte incontrarsi con i compagni, seguire le lezioni ed imparare, i bambini a scuola mangiano in mensa: da circa 2 mesi molti piccoli sono stati privati dei pasti garantiti nel sistema di refezione scolastica, per alcuni di loro era l’unico pasto sicuro e completo della giornata.

Poi vi sono i minori che vivono al di fuori dalla propria famiglia di origine, oltre 26.000 di cui circa 14.000 in affido e 12.000 in strutture. A questi dobbiamo aggiungere i circa 450 mila minorenni in situazioni familiari “a rischio” che i Servizi stavano seguendo e per i quali restare a casa, senza la rete della scuola e senza essere adeguatamente supportati, avrà ripercussioni sui percorsi che erano in atto, di prevenzione e di accompagnamento. Sono in Italia i minorenni in carico ai servizi sociali.

Alla pagina http://gruppocrc.net/emergenza-covid-19-limpegno-delle-associazioni-del-gruppo-crc/ vi è l’elenco delle attività delle varie associazioni aggiornato in continuo.

Riferimento 

Gruppo  di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza http://gruppocrc.net/

 

Sintesi a cura di Luisa Mondo, luisa.mondo@epi.piemonte.it – Servizio Sovrazonale di Epidemiologia della ASL TO3, Regione Piemonte

 


nota 1

Al 1 gennaio 2019 la popolazione minorenne residente in Italia ammonta a poco meno di 10 milioni. In circa un quarto delle famiglie vive almeno in minore, l’81,7% composte da coppie con figli, il 13,7% da monogenitori e il 4,6% da due o più nuclei. Vivevano in povertà assoluta già prima della pandemia circa 1.260.000 bambini e ragazzi, figli di famiglie fragili.