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Movimento nazionale “Prima la Comunità”: insieme per il benessere di ogni persona

Se la salute non è solo sanità, va da sé che la comunità ne è l’unica vera protagonista, perché è il contesto che sprigiona tutte le risorse per garantire il benessere dei cittadini attraverso la famiglia, la scuola, l’ospedale, i servizi sociali e sanitari, la cultura, le agenzie sportive, i luoghi di aggregazione. Convinzione che diventa vitale se i soggetti della società civile si riuniscono, si confrontano e prendono parola.

Ecco perché nasce il movimento “Prima la comunità”, una delle espressioni significative di promozione dal basso di un nuovo welfare, per trasformare molte risorse in energia politica e interloquire con chi decide per la collettività, chi amministra i comuni, chi legifera per il bene di tutti, chi governa le Regioni ed il Paese.

Il movimento “Prima la comunità” raccoglie anni di aggregazione e di lavoro concreto (riflessione, ricerca scientifica, buone pratiche, sperimentazione) di alcuni soggetti della sanità pubblica e del terzo settore che si sono interrogati sul volto autentico delle “case della salute”, nel superamento di una visione ospedalocentrica della sanità, allargandosi negli ultimi mesi ad una ricca e ben più numerosa rete di altri soggetti che ogni giorno si occupano di benessere e di cura su tutto il territorio italiano con particolare attenzione per i migranti, i bambini, gli anziani, i malati, le persone in emergenza abitativa, chi vive sulla strada, i sofferenti psichici, le vittime della tratta.

Un punto qualificante del Movimento risiede nella sua capacità di connettere e tenere in dialogo su più piani anche numerosi soggetti della Sanità pubblica che si confrontano con altre organizzazioni di tipo pubblico, privato o convenzionato.

Il 30 gennaio 2020 a Roma tutte queste realtà hanno ufficialmente dato vita al Movimento godendo del particolare impulso di Fondazione con il Sud che ha favorito il dialogo con molta operosità pensante e creativa delle regioni meridionali. Non è di poco conto l’ambizione di far dialogare – nonché di rendere buoni alleati – il Nord e il Sud del Paese a partire dalle pratiche, nell’orizzonte di una riflessione densa su salute e benessere, valorizzando il dialogo tra cittadini e istituzioni, sapendo quanto sono differenti gli scenari, i servizi e i volti del sistema pubblico da regione a regione, imparando ad assumere la complessità e a non esorcizzarla con semplicismi malati.

Tra gli ispiratori del Movimento c’è la Casa della carità di Milano, progetto voluto dal Cardinale Martini per educare la metropoli a ripartire dagli esclusi, e Fondazione Santa Clelia Barbieri, un’opera nella provincia bolognese che mette al centro dello sguardo collettivo tutti gli anziani di un territorio e i loro bisogni, educando i paesi ad averne cura. Gli esclusi e gli anziani sono il richiamo alle persone più fragili di una comunità che finiscono per essere vissuti come gli “scarti” sui quali nessuno penserebbe di investire risorse. Un’idea-chiave del Movimento è proprio la convinzione che le comunità riscoprono identità e potenziale se addirittura “vanno a cercare” i più fragili costruendo innanzitutto attorno a loro percorsi di benessere che risultino a vantaggio di tutti.

Lavorare contro le disuguaglianze, ambire ad una regia pubblica e partecipata e valorizzare tutte le buone esperienze apprezzandone la diversità sono tre azioni che accomunano tutti i membri del Movimento.

L’adesione è aperta a tutte le esperienze che ne condividono la visione e che cercano uno spazio per raccontarsi, confrontarsi, elaborare e sperimentare.

Tra i percorsi operativi sui quali si è costruito il massimo consenso c’è un’idea di formazione condivisa e trasversale ai diversi saperi che permetta il diffondersi di operatori sociali e sanitari attrezzati per la complessità, capaci di “sconfinare” e di non irrigidirsi nei ruoli e nelle competenze, propensi a sperimentare oltre che a ripetere il già noto.

Vi è poi la ricerca intesa come disposizione a verificare sul campo buone ipotesi – ad esempio casa della salute o budget di cura – attraverso azioni sperimentali, sapiente osservazione dei fenomeni, attenta lettura dei dati, dialogo con la comunità scientifica, attenzione specifica a dimostrare sostenibilità e risparmio di molte scelte pensate e sinergiche.

Un’ultima azione condivisa, forse la più emblematica e riassuntiva delle intenzioni profonde del Movimento, è la proposta politica che non diventa polemica ma energia utile nell’esercizio continuo di trasformare l’esperienza in stimolo a pensare e in comunicazione efficace per chi deve decidere l’organizzazione dei servizi e l’erogazione dei fondi.

 

Per approfondire i contenuti:

– Salute Bene Comune MANIFESTO  per un’ autentica Casa della Salute (2014)

– Documento fondativo della Associazione “PRIMA LA COMUNITA”

– Modulo di adesione alla Associazione Prima la Comunità

 

Per avere informazioni:

Mail:

primalacomunita@casadellacarita.org

prandifranco@gmail.com

Cell.    331 9482651 (Prandi Franco)

3395666391 (Gaia Jacchetti)

A cura di Gaia Jacchetti, Silvia Landa e Franco Prandi