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Disuguaglianze di salute

Il Gruppo di Lavoro Disuguaglianze in Salute al 58° Congresso Nazionale SItI: la sanità pubblica a garanzia dell’ equità sociale

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Il Gruppo di Lavoro “Disuguaglianze e Salute” della Società Italiana di Igiene (SItI) ha contribuito al 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), tenutosi a Bologna, portando al centro del dibattito il ruolo della sanità pubblica come presidio di equità, in linea con il razionale del Congresso.

In un contesto segnato dall’aumento delle disuguaglianze socio-economiche, dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescente complessità e dai costi delle cure, nonché da vincoli strutturali di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, i contributi del GdL hanno affrontato il tema delle disuguaglianze sociali in salute lungo l’intero continuum delle politiche pubbliche: dalla governance nazionale e regionale, alla misurazione, fino alla capacità dei servizi di adattarsi ai bisogni delle diverse popolazioni

Parte dei contributi del GdL si è inserita nel workshop “Prevenzione diseguale: promuovere l’accesso in situazioni di vulnerabilità”, dedicato al tema dell’equità di accesso agli strumenti di prevenzione in contesti segnati da fragilità sociali, economiche e demografiche.

Il workshop ha proposto una lettura integrata delle disuguaglianze lungo il percorso prevenzione–diagnosi–presa in carico, mettendo in evidenza come barriere organizzative, sociali e culturali continuino a limitare l’efficacia degli interventi preventivi proprio nelle popolazioni a maggior rischio.

Dai Piani Regionali della Prevenzione al nuovo PNP: governare l’equità – Il primo contributo del workshop ha analizzato il mandato del Piano Nazionale della Prevenzione 2020–2025 di integrare l’equità come criterio trasversale nei Piani Regionali della Prevenzione (PRP). I dati di monitoraggio mostrano che nel 2022 il 93% degli indicatori equity-oriented ha raggiunto il valore atteso, dimostrando la possibilità di rendere l’equità un obiettivo esplicito e verificabile. Accanto ai risultati, sono emerse criticità legate a una governance dell’equità non sempre formalizzata, a una limitata capacità di lettura dei contesti locali e a incoerenze tra bisogni, azioni e indicatori, oltre alla necessità di rafforzare alleanze intersettoriali per incidere sui determinanti di salute e ridurre l’accesso diseguale alla prevenzione secondaria.

Abbattere le barriere: società civile e popolazioni ad alto rischio – Un secondo contributo ha approfondito il ruolo della società civile nel promuovere l’accesso equo allo screening per le infezioni sessualmente trasmesse in gruppi ad alto rischio, mostrando come modelli di collaborazione tra servizi sanitari, associazioni e comunità possano ridurre le barriere informative, culturali e organizzative e aumentare l’adesione agli interventi preventivi.

Lo screening dell’epatite C come paradigma delle disuguaglianze – Nello stesso quadro, lo screening dell’HCV è stato presentato come esempio emblematico di disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione secondaria. A fronte di un solido impianto normativo e di risorse dedicate, persistono forti differenze tra la popolazione generale e le popolazioni vulnerabilizzate: se nei contesti carcerari e nei servizi per le dipendenze si osservano buoni livelli di copertura e di adesione, nella popolazione generale restano basse le adesioni e persistono criticità nel linkage to care, a conferma della necessità di strategie di outreach mirate e di modelli organizzativi più adattati ai contesti sociali.

Invecchiamento, prevenzione e vulnerabilità socio-economica – Il workshop si è concluso con un focus sulla prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari, letta all’intersezione tra l’invecchiamento della popolazione e la vulnerabilità socio-economica, evidenziando la necessità di ripensare i percorsi preventivi per garantirne l’appropriatezza, la continuità e l’equità di presa in carico.

Portare la prevenzione nei luoghi di vita – Nel dibattito congressuale è emersa con forza la necessità di superare approcci esclusivamente incentrati sui servizi. Come richiamato dalla coordinatrice del GdL Lara Tavoschi (Università di Pisa), tre leve operative risultano centrali per ridurre le disuguaglianze: portare gli interventi nei luoghi di vita delle persone, co-svilupparli con le comunità e costruire alleanze stabili con gli stakeholder locali.

Nel corso delle sessioni e dei workshop promossi dal GdL sono stati inoltre affrontati temi quali la vaccinazione lifecourse in carcere e l’integrazione della prospettiva di genere nell’accesso ai servizi, come esempi concreti di come l’equità possa diventare un criterio operativo di progettazione, implementazione e valutazione delle politiche di prevenzione. 

Con riferimento specifico al contesto carcerario, è stato richiamato anche il contributo del progetto europeo RISE-Vac (Reaching the hard-to-reach: increasing access and vaccine uptake among prison populations in Europe), coordinato dalla Prof.ssa Tavoschi e co-finanziato dal 3° Programma Salute dell’Unione Europea. Nell’ambito delle attività del progetto, è stato prodotto un Policy Brief, reso disponibile anche in lingua italiana, che sintetizza evidenze scientifiche, strumenti operativi e raccomandazioni di sanità pubblica sviluppate attraverso una ricerca condotta in sei Paesi europei (Cipro, Francia, Germania, Italia, Moldova e Regno Unito). Il documento valorizza inoltre materiali educativi co-prodotti con persone con esperienza di detenzione e sottolinea come interventi vaccinali adattati ai contesti penitenziari, costruiti in collaborazione con le popolazioni detenute, possano rafforzare l’accesso e l’adesione alle strategie di prevenzione, contribuendo a ridurre le disuguaglianze di salute in questo contesto.

Verso Erice: formazione per rafforzare l’equità nella pratica della sanità pubblica

I temi discussi a Bologna troveranno un approfondimento sistematico nella Scuola residenziale sulle disuguaglianze sociali in materia di salute, organizzata dal Gruppo di Lavoro a Erice dal 4 al 7 maggio 2026.

La Scuola si colloca nell’ambito delle attività della International School of Epidemiology and Preventive Medicine “Giuseppe D’Alessandro” della Fondazione Ettore Majorana di Erice, storico contesto di formazione in epidemiologia e medicina preventiva. 

Il percorso formativo è concepito come uno spazio intensivo di confronto teorico e operativo, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti per comprendere, misurare e contrastare le disuguaglianze sociali in salute. Il corso propone un inquadramento critico dei principali modelli interpretativi delle disuguaglianze, con particolare attenzione ai determinanti strutturali, legali, ambientali e commerciali, ai meccanismi che ne mediano l’impatto sulla salute e all’adozione di una prospettiva intersezionale, decoloniale e sistemica nella pratica della sanità pubblica.

Accanto alla dimensione teorica, ampio spazio sarà dedicato agli aspetti applicativi: dall’utilizzo di strumenti qualitativi e quantitativi per la misurazione delle disuguaglianze, alla lettura critica degli interventi di contrasto, fino all’analisi dei modelli organizzativi e di governance orientati all’equità. Un focus specifico sarà dedicato al ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, anche attraverso il contributo di enti quali l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS).

La Scuola si propone infine di rafforzare le competenze di advocacy del personale sociosanitario e di chiudere il ciclo formativo con uno sguardo alle esperienze italiane ed europee di governance per la salute, evidenziando il potenziale delle politiche orientate ai determinanti strutturali nel ridurre le disuguaglianze e promuovere l’equità.

Seguiranno informazioni sulla Scuola residenziale sulle disuguaglianze sociali in materia di salute nella nostra pagina “Eventi”.


A cura di Erica De Vita e Lara Tavoschi Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa

erica.devita@unipi.it

lara.tavoschi@unipi.it