Negli ultimi anni, l’esperienza del frigo di quartiere è stata progressivamente raccontata come una pratica di innovazione sociale capace di coniugare contrasto allo spreco alimentare, solidarietà e attivazione delle comunità locali. I contributi già dedicati al progetto (Il FRIGO DI QUARTIERE: da un’esperienza pilota ad un modello di intervento, Il Frigo di Quartiere: Innovazione e Comunità per un Modello di Intervento Sociale a Torino, Il Frigo di Quartiere – buona pratica presente a Torino dalla banca dati CARE) hanno descritto il passaggio da una fase sperimentale a un modello di intervento strutturato, evidenziandone le potenzialità in termini di sostenibilità e replicabilità nei contesti urbani. In questo percorso, il progetto si è consolidato come una pratica riconducibile a un approccio di welfare generativo, capace di trasformare i destinatari da beneficiari a soggetti attivi: non solo in grado di rispondere a bisogni immediati, ma anche di produrre valore sociale attraverso il coinvolgimento diretto dei territori e dei loro attori.
L’apertura del nuovo Frigo di Quartiere presso lo Spazio Anziani “Le Meraviglie” di via Osasco, nel quartiere San Paolo, rappresenta un passaggio significativo di questa evoluzione. Il progetto entra infatti in un contesto di prossimità caratterizzato da una forte integrazione con i servizi territoriali e da una particolare rilevanza socio-sanitaria, soprattutto in relazione ai temi dell’invecchiamento e della fragilità. Il frigo di quartiere in questo caso ha la possibilità di evolvere da dispositivo di redistribuzione alimentare a strumento integrato di welfare di comunità, capace di incidere sui determinanti sociali della salute, tra cui l’accesso a un’alimentazione adeguata, e contribuire al contrasto delle disuguaglianze.
Nel cuore della Circoscrizione 3 di Torino, lo Spazio Anziani “Le Meraviglie”, in via Osasco 80, rappresenta da oltre vent’anni un riferimento importante per la popolazione anziana del territorio. Frequentato in larga parte da donne ultra-settantenni, lo spazio accoglie persone con diversi livelli di autonomia, spesso esposte al rischio di isolamento sociale, fragilità economica o progressiva perdita di autosufficienza. L’obiettivo è offrire un sostegno concreto che permetta di continuare a vivere nel proprio domicilio, mantenendo il più a lungo possibile l’autonomia.
Non è solo un luogo di incontro e aggregazione per cittadini over 65 autosufficienti: nel tempo si è evoluto grazie all’impegno dell’associazione Non più da soli – Edera, che ne cura la gestione e anima le attività. Oggi rappresenta un nodo della rete territoriale: uno spazio di orientamento, ascolto e accompagnamento, anche grazie alla collaborazione con i servizi sociali della Circoscrizione 3 e al sostegno delle istituzioni.
Lo spazio propone interventi di promozione del benessere: accanto ai laboratori manuali, che favoriscono socializzazione e creatività, vengono proposti interventi di stimolazione cognitiva, fondamentali per il mantenimento delle capacità residue. Particolare rilievo assume la geromotricità, un’attività fisica adattata che contribuisce a migliorare mobilità, equilibrio e coordinazione, prevenendo il decadimento funzionale e cognitivo. A queste si affiancano iniziative culturali, corsi linguistici, supporto digitale e momenti di confronto collettivo, come conferenze su temi di interesse per i partecipanti.
Ciò che rende “Le Meraviglie” un’esperienza peculiare è l’attenzione alla persona: gli interventi non seguono modelli standardizzati, ma vengono costruiti su misura, tenendo conto delle capacità, dei bisogni e delle storie individuali. Questo approccio riflette una visione dell’invecchiamento in cui l’anziano non è un destinatario passivo, ma un protagonista attivo del proprio percorso.
È in questo contesto che si inserisce il nuovo Frigo di Quartiere.
Il valore aggiunto dell’iniziativa riguarda innanzitutto il tema del cibo. Per molte persone anziane o economicamente fragili, l’accesso continuativo a prodotti freschi e vari può diventare problematico. Quando il reddito si riduce, spesso vengono sacrificati proprio gli alimenti più costosi o più difficili da acquistare con frequenza: frutta, verdura, latticini, carne, pesce e prodotti freschi in generale.
Nel caso di via Osasco questo aspetto assume un rilievo particolare. Una buona alimentazione è infatti decisiva in età anziana: aiuta a prevenire fragilità, sostiene la gestione delle patologie croniche e migliora la qualità della vita. Inserito in uno spazio che promuove attività motorie, cognitive e sociali, il Frigo rafforza così una visione integrata del benessere.
Il Frigo di Quartiere conserva anche la sua funzione di welfare generativo. Oltre alla distribuzione del cibo, attiva relazioni, responsabilità condivise e partecipazione, coinvolgendo i destinatari in dinamiche di reciprocità. Il Frigo diventa così occasione di incontro: i momenti di distribuzione favoriscono socialità, scambio di informazioni e legami di prossimità, contribuendo a contrastare solitudine e isolamento.
In via Osasco tutte queste dimensioni trovano un terreno favorevole perché si innestano nella ricchezza del quartiere San Paolo. Le attività coinvolgono il territorio, sviluppano connessioni con associazioni, servizi e cittadini. In questo modo diventa un motore di comunità, capace di rafforzare i legami sociali e contrastare la solitudine.
Oggi “Le Meraviglie” è molto più di un servizio: è uno spazio di vita quotidiana, in cui si intrecciano relazioni, esperienze, percorsi di cura leggera e il Frigo di Quartiere è un ulteriore strumento generativo.
L’esperienza del frigo di quartiere conferma la replicabilità del modello. Il Frigo funziona quando incontra alcune condizioni favorevoli: una rete locale attiva, la collaborazione tra terzo settore, attori economici e istituzioni, e l’inserimento del dispositivo in spazi già riconosciuti dalla comunità, come nel caso dello Spazio “Le Meraviglie”. Quando questi elementi si combinano, il Frigo può adattarsi a contesti diversi, mantenendo invariati i principi di fondo, prossimità, accessibilità e corresponsabilità. Il caso di via Osasco mostra come un intervento apparentemente semplice possa produrre effetti più ampi rispetto alla risposta a bisogni materiali, poiché diventa sostegno alla salute, rafforzamento delle relazioni sociali e valorizzazione delle risorse del territorio, una parte integrante di un sistema di interventi orientati alla promozione della salute e al contrasto delle disuguaglianze.
A cura di:
Marcello Giangualano – Direzione Politiche Sociali, NovaCoop
Giulia Giannini ed Ester Rocco – Associazione Non più da soli – Edera
Silvia Pilutti – Prospettive ricerca socio-economica
