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Disuguaglianze di salute

Consultori a Torino, tra presidio storico e sfida della prossimità. Cosa racconta il nuovo report dell’Osservatorio sulla Salute delle Donne

man and woman smiling in grayscale photography
Tempo di lettura: 3 minuti

Il 23 aprile è stato presentato in Comune di Torino il report I consultori Familiari di Torino: realtà e percezione, realizzato dall’Osservatorio sulla Salute delle Donne della Città di Torino. Un lavoro che riporta al centro del dibattito pubblico il ruolo dei consultori familiari. Nati come luoghi di tutela della salute delle donne, della maternità consapevole, della prevenzione e dell’ascolto, continuano oggi a rappresentare uno dei punti più delicati del rapporto tra sanità territoriale, diritti e vita quotidiana.

Il report restituisce una fotografia aggiornata dei consultori cittadini, osservandoli da due prospettive diverse e complementari. Da una parte l’organizzazione reale dei servizi, i numeri, i percorsi attivati, le risorse disponibili. Dall’altra il modo in cui vengono conosciuti, utilizzati e percepiti dalle donne che vivono sul territorio. 

Ne emerge un quadro articolato, che tiene insieme punti di forza consolidati e criticità non marginali.

A Torino i consultori continuano a svolgere un ruolo importante soprattutto nell’area della salute sessuale e riproduttiva. Più del 50% delle prestazioni rilevate riguarda il percorso nascita e l’assistenza alla gravidanza, ambito che il report definisce di livello molto buono e riconosciuto anche su scala nazionale. È un dato rilevante, perché segnala la presenza di competenze professionali e modelli organizzativi capaci di accompagnare le donne in una fase centrale della vita. 

Accanto a questo elemento positivo, il rapporto mette però in evidenza una questione strutturale: i consultori sono pochi rispetto alla popolazione residente e rispetto agli standard richiamati dal DM 77, che assegna ai servizi territoriali un ruolo strategico nel sistema sanitario di prossimità. Quando i presidi diminuiscono o si allontanano, viene meno una delle caratteristiche fondanti del consultorio: essere accessibile, riconoscibile, vicino ai luoghi della vita quotidiana. 

Il tema della prossimità non riguarda soltanto le distanze fisiche. Riguarda anche la capacità di intercettare bisogni che spesso restano sommersi.

La seconda parte del report si concentra infatti sulla percezione delle cittadine, attraverso un’indagine che ha coinvolto circa 500 donne. Il campione non ha pretesa statistica rappresentativa, ma offre indicazioni utili su conoscenza dei servizi, modalità di utilizzo e differenze tra gruppi di popolazione. Il questionario è stato diffuso anche in più lingue, con attenzione alle donne di origine straniera e alle più giovani. 

Questo passaggio è particolarmente importante in una città come Torino, segnata da forti differenze territoriali e sociali. Ci sono quartieri con una presenza consistente di popolazione straniera, aree con maggiore invecchiamento, zone in cui il rapporto con i servizi pubblici è più fragile. In questi contesti il consultorio può diventare molto più di un ambulatorio: un punto di orientamento, un accesso facile, un luogo in cui la domanda sanitaria incontra bisogni sociali e relazionali. Proprio per questo il rafforzamento delle équipe multidisciplinari, compresa la componente sociale, rappresenta una questione centrale.

Il report suggerisce anche un altro nodo spesso poco discusso: molte donne in età non fertile, o nella fase della menopausa, tendono a rivolgersi prevalentemente al privato. Questo lascia intuire uno spazio pubblico ancora da sviluppare sul fronte dell’accompagnamento nelle diverse fasi della vita femminile. Informazioni, sostegno e presa in carico su questi temi restano talvolta marginali, pur riguardando una parte ampia dell’esistenza delle persone. 

Dentro questa lettura si coglie il valore politico dell’iniziativa promossa dal Comune di Torino attraverso l’Osservatorio sulla Salute delle Donne. Non si tratta soltanto di descrivere un servizio, ma di costruire conoscenza utile alle decisioni pubbliche. Capire chi usa i consultori, chi ne resta fuori, dove funzionano meglio, dove arretrano, quali nuovi bisogni emergono.

In una fase in cui si parla molto di Case della Comunità e di riorganizzazione territoriale della sanità, i consultori ricordano una lezione semplice: la salute si costruisce anche attraverso luoghi accessibili, continuativi e capaci di relazione.

Torino dispone di una storia importante su questo terreno. Il report indica che quella storia non basta da sola. Va aggiornata, rafforzata e resa più vicina alla composizione reale della città contemporanea.

REPORT SUI CONSULTORI


A cura di Silvia Pilutti, Prospettive ricerca socio-economica s.a.s.
silvia.pilutti@prospettivericerca.it