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Disuguaglianze di salute

Dall’esito al processo: come cambia l’equità nel nuovo Piano di Prevenzione

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Tempo di lettura: 4 minuti

L’equità è una delle quattro azioni trasversali del nuovo Piano di Prevenzione e resta un elemento cardine per leggere e rispondere ai bisogni di prevenzione e promozione della salute della popolazione.

Il piano precedente l’aveva introdotta come azione trasversale certificativa, chiedendo a tutte le regioni e province autonome di formulare almeno un’azione orientata all’equità per ciascun Programma dei rispettivi Piani Regionali della Prevenzione (PRP).

Le evidenze raccolte dal progetto CCM “Governance per l’equità nei PRP 2020-2025”, concluso a inizio 2026, hanno portato a proporre un nuovo modello di traduzione operativa dell’equità, centrato più sul processo e sulla governance che sull’esito. Il progetto si era dato due obiettivi: definire un nuovo modello di valutazione dei sistemi regionali di governance dell’equità e produrre conoscenze utili alla stesura del nuovo Piano.

Il lavoro si è articolato in un’indagine quantitativa sul contesto e sul sistema regionale di governance e in due laboratori di confronto con i referenti dei Piani Regionali di Prevenzione.

Principali evidenze

  • Mandati politici e strutture di coordinamento, regionali e locali, sono presenti in modo disomogeneo. Dai laboratori è emersa anche l’indicazione di costituire gruppi HEA di ambito locale.
  • Senza struttura e coordinamento l’azione non procede. L’equità esiste nel sistema anche in assenza di interventi, ma se non è governata tende a generare disuguaglianze.
  • Le regioni più piccole hanno talvolta meno strutture, ma un’interfaccia più semplice con il territorio.
  • Competenze e cultura sull’equità e sull’HEA sono distribuite in modo variabile.
  • L’HEA non è sempre coerente con i contenuti dei programmi. È agevole per i programmi di screening, dove si possono considerare gli accessi, ma di più difficile applicazione a programmi come il PP9 (ambiente e salute), che operano su elementi di contesto e dove è più complesso individuare indicatori capaci di misurare cambiamenti nelle disuguaglianze di salute.

Se si immagina la valutazione dell’approccio di equità all’interno del sistema dei servizi per la salute delle persone, come un metaforico iceberg, l’attenzione al processo è attenzione a tutto quello che è sommerso. Ne deriva la necessità di considerare l’equità come processo, senza trascurare gli esiti.

Elementi guida della nuova azione trasversale equità

  • Governance dinamica. Nel piano 2020-2025 l’indicatore era unico per tutti e cinque gli anni (applicazione e monitoraggio dell’HEA). Nel nuovo piano gli indicatori variano di anno in anno rappresentando un processo in itinere.
  • Coerenza. Gli indicatori devono documentare il collegamento tra l’idea del programma, il potenziale di equità ad esso associabile e le azioni conseguenti. Cambia la prospettiva: non più azioni contabili con indicatori quantitativi, ma un “fare qualcosa” coerente con il programma, valutabile tramite flussi informativi o letture di contesto (es. focus group). Ciò che conta è che sia coerente e definito all’interno di questo processo.
  • Networking. L’equità in tutte le politiche implica che il sistema sanitario incida solo in parte sul contrasto alle disuguaglianze. Occorre coinvolgere attori istituzionali e non (enti locali, terzo settore e altri) e dare voce a soggetti spesso assenti o silenti.

Struttura del modello

Il modello prevede due binari di indicatori, evolutivi nel tempo:

  • indicatori di Piano, sulla governance generale (mandato, coordinamento, supporto alla struttura regionale); accessibili ai responsabili di piano;
  • indicatori di programma, sulla strategia di equità e la sua declinazione in obiettivi e azioni; accessibili ai responsabili di programma.

Nel nuovo modello non ci sono valutazioni dirette dell’azione, ma la richiesta di raccontarla e descriverla, con possibilità di rimodulazione. L’impostazione vuole essere non punitiva e non vincolante nei tempi e nelle modalità. Dopo l’avvio, l’architettura dovrebbe risultare semplice da gestire. L’idea è quella che “lavorare bene all’inizio significa lavorare meno negli anni futuri”.

Indicatori anno per anno

Indicatori di Piano (tutti certificativi)

  • 2028 – Governance regionale. La piattaforma richiede di dichiarare due elementi, ciascuno accompagnato da un documento sintetico.

1. Mandato sull’equità in salute: si indica se è presente o meno un mandato, inteso come atto formale o indirizzo politico (delibera, documento di indirizzo, atto di Giunta o Direzione) che attribuisce una responsabilità sull’integrazione dell’equità. Il documento sintetico descrive come il mandato viene tradotto in azioni, indicando, se presenti, riferimenti normativi e atti, documenti di programmazione, obiettivi assegnati e relazioni con altre azioni di governance.

2. Coordinamento sull’equità in salute: si indica se è presente o meno un coordinamento, inteso come gruppo o unità (gruppo intersettoriale, tavolo tecnico, unità operativa) che assicura il raccordo tra livelli e programmi, monitora le attività e promuove la coerenza dell’approccio di equità nel PRP. Il gruppo può essere anche di respiro più ampio e non dedicato solo all’equità (ad es. una cabina di regia regionale sul PRP che include competenze sul tema). Il documento sintetico descrive composizione e ruoli, connessioni con altre reti ed eventuali riferimenti normativi o di programmazione.

  • 2029-2031 – Sostegno al modello. Formazione del gruppo di coordinamento, con l’obiettivo di una struttura attiva anche dopo la conclusione del Piano.
  • 2031 – Rendicontazione. Documento sintetico che attesti almeno un incontro annuo del gruppo di coordinamento, con valutazione delle attività svolte e programmazione di quelle successive.

Indicatori di programma

2027

  • Certificativi: (1) presenza, per ogni programma, di un gruppo di lavoro o cabina di regia sull’approccio di equità. Non occorre un gruppo aggiuntivo: è preferibile che, all’interno del gruppo di lavoro del programma, vi sia un momento più o meno strutturato di riflessione e di operatività su cosa significhi adottare un approccio di equità, (2) definizione di una strategia, intesa come cornice di pensiero e non come azione, con documento di sintesi allegato. La strategia deve essere coerente con il profilo di salute e di equità e con la descrizione del programma, l’accento viene posto non sul dettaglio delle azioni ma sulla coerenza con la descrizione del programma.
  • Informativi (networking): collocazione organizzativa e livelli territoriali dei componenti; presenza di figure esterne alla sanità (ad es. organizzazioni sindacali e datoriali, rappresentanze dei lavoratori o dei cittadini nei programmi, etc..).

2028

  • Certificativo: documento di sintesi con obiettivi, azioni, indicatori e fonti informative delle azioni orientate all’equità[ts1] , con sviluppo dettagliato sui tre anni successivi.
  • Informativi: livello territoriale, tipologia di intervento (strutturale, di contesto, di comunità), tipologia di indicatori (processo, output, esito), fonti utilizzate.

2029-2030

  • Informativi: Eventuale rimodulazione di obiettivi, azioni, indicatori e fonti. La rimodulazione è necessaria nel momento in cui obiettivi specifici e azioni definiti a inizio piano, dopo alcuni anni mostrano i limiti: non ci sono risorse, sono troppo ambiziosi o al contrario sono poco sfidanti.  La rimodulazione dovrà essere accompagnata da un documento di rettifica che modifica e riscrive azioni, obiettivi, indicatori e fonti informative. Con una buona progettazione iniziale la rimodulazione può non essere necessaria: lavorare bene all’inizio riduce il lavoro successivo.

2031

  • Certificativo: Sintesi dell’evoluzione di strategia e azioni nei cinque anni, che restituisca non solo il risultato finale ma la storia del processo, inclusi i cambiamenti organizzativi e le variazioni di coerenza.

Allegato

Documento di traduzione operativa dell’approccio all’equità in salute nei Piani Regionali della Prevenzione


 A cura di Luisella Gilardi, Paola Capra – Centro di Documentazione per la Promozione della Salute – DoRS

luisella.gilardi@dors.it ; paola.capra@dors.it