Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche.

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Il 15 settembre scorso è stato presentatol’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche, curato dall’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’AIFA con la collaborazione di ricercatori del Servizio Sovrazonale di Epidemiologia della ASL TO3 del Piemonte, dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale dell’Emilia-Romagna e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio.

Gli interventi degli autori del volume sono stati preceduti da una lettura magistrale del prof. Michael Marmot, che ha inquadrato il problema delle disuguaglianze di salute sia a livello individuale sia a quello di contesto, salutando con favore la pubblicazione di questo nuovo contributo sul tema.

L’obiettivo del volume è infatti quello di fornire per la prima volta in Italia un quadro del fenomeno a livello nazionale, evidenziando eventuali disuguaglianze nell’assistenza farmaceutica a carico delle fasce di popolazione più svantaggiate. Dal rapporto si potranno quindi ricavare da una parte stimoli per ulteriori approfondimenti di ricerca, dall’altra elementi utili per programmare interventi di politica sanitaria nazionale e regionale per il contrasto delle disuguaglianze osservate.

A questo scopo sono stati analizzati i dati delle prescrizioni farmaceutiche territoriali a carico del Servizio Sanitario Nazionale nella popolazione italiana, per 12 patologie croniche nell’adulto e 3 in età pediatrica, mettendole in relazione con l’indice di deprivazione composito su base comunale, derivato dai dati del Censimento 2011. Sono stati calcolati sia il tasso di consumo tra tutti i soggetti in trattamento nell’anno 2018 sia gli indicatori di aderenza e persistenza terapeutica ad un anno tra i “nuovi utilizzatori” (cioè coloro che non risultavano avere prescrizioni nei 12 mesi precedenti la prima prescrizione del 2018).

L’atlante si presenta come la raccolta di 15 schede (una per patologia), ciascuna con un paragrafo sul profilo epidemiologico della patologia, uno sulle evidenze disponibili relative all’associazione tra la patologia, l’uso dei farmaci e le caratteristiche socioeconomiche dei pazienti, e infine uno di commento ai risultati. Questi ultimi sono presentati sempre stratificati per genere, in tabelle che riportano gli indicatori nei terzili di deprivazione a livello regionale e in mappe che rappresentano gli stessi indicatori a livello provinciale.

I risultati, complessivamente, suggeriscono la presenza di forti disuguaglianze legate alla deprivazione socioeconomica nel consumo dei farmaci per quasi tutte le condizioni analizzate, nonché di differenze geografiche che rimangono evidenti anche dopo aver rimosso l’effetto della deprivazione e che potrebbero essere invece legate alle diverse caratteristiche dell’offerta dei servizi sanitari regionali.

Nel caso di aderenza e persistenza, invece, non si osserva un chiaro gradiente socioeconomico e le differenze osservate tra le regioni non sembrano dipendere dal livello di deprivazione comunale, essendo presumibilmente più legate a caratteristiche socioeconomiche individuali che lo studio non ha potuto rilevare.

La mattinata ha poi previsto interventi di discussione di Giuseppe Costa, Nerina Dirindin e Alessio Petrelli, che a loro volta hanno apprezzato il lavoro svolto e suggerito possibili sviluppi futuri. Per dirla con gli autori, il rapporto “pone le basi per nuovi studi ed approfondimenti che potranno affrontare i limiti della metodologia qui utilizzata e dare un ulteriore contributo alla comprensione del fenomeno studiato e dei meccanismi che lo regolano”.

Link per scaricare il rapporto: Atlante_disuguaglianze_sociali_uso_farmaci_2021.pdf (aifa.gov.it)

Sintesi e commento a cura di Teresa Spadea, Servizio di Epidemiologia, ASL TO3

teresa.spadea@epi.piemonte.it