Amalia

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Ti racconto dall’inizio, di come mi sono riavvicinata a mio fratello Gianni. Io ho più di 70 anni e lui più di 80 ormai, tanti anni non abbiamo vissuto assieme, perché Gianni è andato all’estero. Tanti ragazzi di quell’età lo facevano. Ai tempi, mio padre aveva un’attività in proprio, che andava bene, ma Gianni è voluto partire nonostante tutto. Poi è tornato per un altro lavoro in questa grande azienda italiana. Eravamo quattro figli, tre maschi e una femmina. Noi originari del Molise. Una volta tornato era tutto normale, avevamo buoni rapporti.

Quando si è ristabilito in Italia, io ho lasciato la mia bambina, la prima, da mia madre e sono venuta a casa sua qui. Purtroppo, con la moglie avevamo qualche disaccordo, specie sulle faccende di casa. Cosa che è sfociata in incomprensioni e litigi, coinvolgendo anche mio marito. Ci rimasi molto male… Sembrava facesse di tutto per litigare, è sempre stato un rapporto un po’ così… Poi nel tempo l’altro fratello ha cominciato a venire su [dal Molise al Piemonte] e ha cominciato anche Gianni a mettere il muso. In realtà non ho mai saputo davvero perché fosse così arrabbiato. Forse per tutte queste sciocchezze, la gelosia tra fratelli… Qualcosa gli dava fastidio, ma non abbiamo mai approfondito davvero. Questa situazione è durata diversi anni. Ogni volta che lo incontravo sembrava chiaro che non volesse più fare pace con me. Tre anni fa l’altro fratello si era impuntato e voleva risolvere, è venuto su e ci ha provato. Purtroppo, alla fine mi ha detto: “Guarda non c’è verso non vuole fare pace”. Pensa, lui era venuto apposta per stare tutti assieme, nemmeno quell’anno ci siamo riusciti… Secondo Gianni ero io che dovevo andare a chiedergli scusa. Era attaccatissimo a me e veniva sempre. Gianni mi è sempre sembrato geloso dell’altro fratello, anche quando eravamo lontani. Però, quando veniva su, Gianni gli faceva solo il pranzo, non lo ospitava. Allora, per mettere un po’ di tranquillità in famiglia ho detto all’altro fratello che veniva su: “Non telefonare a me, telefona a Gianni quando ti serve qualcosa, così facciamo contento pure lui”. E lo ha fatto, Gianni però ha quasi fatto di tutto per non farlo venire! Non l’ho capita questa cosa dopo le discussioni, indovina poi la colpa di chi era? La mia!

Ci sono stati tanti episodi brutti. Ha anche lavorato con mio marito, che aveva un’attività in proprio. Hanno avuto dei disguidi, c’era sempre qualcosa che non andava.

Quando mia madre ha cominciato ad invecchiare ho avuto diversi problemi… Ha vissuto con me per quindici anni. Mio fratello non si è mai fatto vedere. Io non gli ho mai rimproverato niente. Gianni non se l’è presa nemmeno per mezza giornata. In fondo però non c’erano problemi, c’era un altro mio fratello che mi aiutava.

Tutti i miei fratelli erano d’accordo che avrei assistito mia madre. Io l’ho fatto fino alla sua morte, è stata sempre con me. Nessuno mi ha aiutata troppo. Io ho detto a Gianni: “Ma facciamo un po’ ciascuno” e lui “No no, mia moglie deve lavorare, sennò non prende la pensione”. Però pure io avevo la mia famiglia, ho rinunciato a 15 anni della mia vita, ma volevo bene a mia madre e l’ho fatto con amore. Gli anni più belli. Avevo finito di crescere le mie figlie, è venuta mia madre e le cose sono cambiate in famiglia. Non potevamo più andare via per feste o viaggi. Però avevo anche l’appoggio di mio marito, lui gli ha voluto bene a mamma. Poi alla fine siamo diventati anziani e la vita è passata così, con i sacrifici.

Il primo fratello, quello “che si passa pochi mesi con Gianni” [espressione per dire che sono vicini d’età] è morto. Gianni non è andato nemmeno al funerale. Noi in famiglia ci siamo rimasti male e i rapporti si sono allentati ulteriormente.

Non sono mai riuscita a capirlo… E pensare che alla fine ha detto che per lui il regalo più bello della pandemia è stata la mia telefonata. Io l’ho chiamato, me la sono sentita. Se fosse per Gianni, davvero non so se sarebbe successo… Anche prima lo chiamavo sempre, anche quando ho sentito che è stato male. Gli ho detto: “Me lo potevi far sapere che stavi male” e lui: “Eh ma tanto non saresti venuta”. Gli ho risposto: “Ma chi te lo ha detto?”. Il discorso poi è andato avanti per poco. Però insomma, so che gli ha fatto piacere la mia telefonata e la mia preoccupazione…

La moglie pensava io avessi bisogno di qualcosa, perché anche Gianni era concentrato solo sulla sua famiglia. Quel giorno ho chiamato per sapere come stavano in generale, come andava con questa pandemia. A lui ha fatto piacere, gli ho detto: “Mettiamo una pietra sopra a tutte queste piccolezze passate”.

Adesso mi telefona, mi cerca, mi viene a trovare. Ha avuto bisogno anche lui e l’ho aiutato con delle cose della dottoressa. Se lui mi avesse telefonato anche prima io sarei andata. Io ho detto: “Ricominciamo da capo il nostro rapporto, ci siamo persi tante cose della vita. Anche per salutarci solo, per fare una passeggiata al parco…”, così abbiamo ripreso i rapporti. Il motivo del suo riavvicinamento così veloce non lo so e non lo voglio sapere. Se ricominciamo a dire il perché e il come non se usciamo. Ho dovuto anche convincere mio marito che ha detto: “Fai quello che vuoi ma io non lo voglio né vedere né sentire”. Perché pure con mio marito si è comportato male.

Ora ci sentiamo tutti i giorni, anche con la moglie. Abbiamo ripreso i rapporti così belli che potevano esserci anche prima, abitiamo anche vicino. Grazie a Dio questa pandemia per noi ha portato tutti effetti positivi. Io quel giorno ho chiamato Gianni e da lì ho detto: “Non ci rinfacciamo le cose. Mettiamo una pietra sopra a tutto e finisce lì”. Anche lui poi ha chiamato l’altro fratello. Ho messo in moto le cose io. Il resto poi sta andando bene. Io ho due figlie femmine e quando ci serve, loro ci aiutano. Io e mio marito stiamo bene, ci facciamo il resto da soli.

Street Journalist: Simona