40 anni del “Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno”

person carrying baby on arms
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Il 21 maggio 2021 il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno ha compiuto 40 anni. Si tratta di una data estremamente importante per questo insieme di norme nato per proteggere i neonati, i genitori, gli operatori dalle indebite interferenze degli operatori commerciali nella pratica dell’allattamento.

È composto da 11 articoli che vengono continuamente aggiornati con delle risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità  man mano che le strategie commerciali delle ditte cambiano o che le conoscenze scientifiche in tema di assistenza e cura dei neonati evolvono.

Il campo di applicazione del Codice va oltre l’articolo 2 e prevede che ” Il Codice si applica alla commercializzazione, e alle pratiche ad essa connesse, dei seguenti prodotti: sostituti del latte materno, inclusi gli alimenti per lattanti; altri derivati del latte, alimenti e bevande, inclusi gli alimenti complementari per biberon, quando commercializzati o comunque rappresentati come idonei, con o senza modifiche, a sostituire parzialmente o totalmente il latte materno; biberon e tettarelle. Il Codice si riferisce altresì alla qualità e disponibilità di tali prodotti, e all’informazione relativa al loro uso”

E’ definito  internazionale perché è stato messo a punto per proteggere in particolare i bambini nati nei Paesi più poveri, ma  vale in tutto il mondo.

Si parla di commercializzazione perché, proprio per tentare di vendere i loro prodotti, le ditte tendono a mettere in atto delle pubblicità sleali, scorrette, inopportune, minando la fiducia dei neogenitori in merito alla loro possibilità di allattare, o sul potere nutritivo del loro latte fino a 6 mesi ed oltre.

Sono definiti  sostituti tutti gli alimenti definiti idonei all’alimentazione di un bambino nei primi sei mesi di vita. Questo perché l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita e per esclusivo si intende senza aggiunta di acqua, tisane,  integrazione di formula.

Purtroppo sono le persone più fragili, le meno istruite e quelle con minori reti sociali, familiari, con pochi contatti socio-sanitari ad essere maggiormente danneggiate dalla pubblicità scorretta. Come se non bastasse proprio le persone più povere ed i loro bambini hanno i maggiori danni perché per acquistare la formula finiscono per impoverire tutta la famiglia, magari  a discapito della nutrizione di altri figli presenti in famiglia, dei genitori stessi o rinunciando a spese familiari che avrebbero la necessità di sostenere.

Malgrado l’esistenza del Codice, le ditte lo violano sistematicamente con strategie di marketing:  il loro business si aggira sui 70 miliardi di dollari l’anno, con un fatturato in crescita specialmente in Asia perché hanno spostato il loro interesse dal continente africani verso quest’ultimo paese.

Le pubblicità si stanno diffondendo ancora di più tramite l’utilizzo della rete e degli smartphone perché tutti i produttori riescono facilmente a violare il codice diventando “amiche” delle mamme, creando dei club per mamma e bambino, delle mailing list, delle pagine Facebook, appblog, pagine di influencer che fanno reclame neanche troppo occulta.

Eppure ancora oggi l’allattamento iniziato nella prima ora ed esclusivo nei primi sei mesi potrebbe salvare, ogni anno nel mondo,  la vita 830.000 bambini sotto i cinque anni.

Infine proprio adesso, in coda a una grandissima pandemia, in gran parte dovuta alla depauperamento dell’ambiente per le eccessive produzioni industriali anche di prodotti di origine animale, dobbiamo ricordare che la formula è un grande nemico dell’ambiente: vi  è un fortissimo legame tra la produzione e l’utilizzo delle formule e l’inquinamento ambientale [ http://www.ibfanitalia.org/il-sostegno-allallattamento-e-un-imperativo-ambientale/ ]: per produrre un chilo di formula in polvere occorrono 4700 litri di acqua ogni madre che allatta i propri bambini per i primi sei mesi di vita evita l’emissione in atmosfera di un quantitativo di CO2 equivalente e che va da 95 a 135 kg, poi dobbiamo pensare allo sfruttamento animale, all’inquinamento legato a imballi, trasporti, ricostituzione della formula (che richiede acqua, spesso in bottiglia, energia elettrica, strumenti di somministrazione generalmente in plastica, detersivi ed acqua per poi lavare biberon e tettarelle). 

Per il 40 ° anniversario del Codice, Ibfan Italia [ www.ibfanitalia.org ] ha aggiornato la traduzione del Codice con tutte le più recenti risoluzioni [ http://www.ibfanitalia.org/wp-content/uploads/2021/05/Codice_Internazionale_agg2021.pdf  ] e pubblicato un’edizione straordinaria del Codice Violato, rapporto periodico sulle violazioni del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno in Italia [http://www.ibfanitalia.org/wp-content/uploads/2021/05/ICV_2021.pdf].

La protezione dell’allattamento è una responsabilità collettiva, una questione di diritti umani della madre e del bambino. La finalità del codice è proprio garantire ai neonati una nutrizione sicura e adeguata: per questo è importante conoscerlo, diffonderlo e farlo rispettare.

Documento redatto a cura di Luisa Mondo, Servizio Sovrazonale di Epidemiologia ASL TO3

luissa.mondo@epi.piemonte.it