All’ultimo Congresso AIE, tenutosi a maggio a Trieste, sono stati presentati diversi lavori concernenti la salute delle popolazioni migranti. Di questi, alcuni erano raggruppati in una specifica sessione dedicata al tema, mentre altri intersecavano altre tematiche specifiche, come la prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni, infezioni respiratorie) o la cronicità (diabete).
In generale, da questi lavori emergono due aspetti di novità che vale la pena sottolineare: da un lato, un’attenzione sempre maggiore a specifiche categorie nosologiche in precedenza poco studiate tra le persone con background migratorio, quali le malattie neurologiche e i disturbi di salute mentale; dall’altro lato, la tendenza ad affrontare il tema con un approccio di tipo intersezionale, analizzando quindi contemporaneamente più dimensioni di svantaggio sociale assieme allo status di migrante.
Ad esempio, uno studio ha analizzato le differenze di genere nella presa in carico di persone con sclerosi multipla nate all’estero, rilevando profili di cura specifici per sesso: confrontando gli immigrati rispetto agli italiani, si è osservata una progressione clinica più rapida con maggiore disabilità e monitoraggio clinico ridotto negli uomini, mentre tra le donne la maggiore età alla diagnosi e il follow-up più breve suggerivano la presenza di ritardo diagnostico e barriere per la presa in carico.
In un altro lavoro è stato analizzato l’accesso ai servizi sanitari nei migranti con demenza, evidenziando un minor ricorso al ricovero ospedaliero rispetto agli italiani, a fronte di uguali tassi di accesso in pronto soccorso. Esaminando il ruolo di mediazione del trattamento farmacologico per la presenza concomitante di patologia cardiovascolare (antipertensivi e antitrombotici), risulta che la differenza nell’uso dei farmaci spiega circa il 20% della differenza nell’uso dei servizi. Rimangono tuttavia tassi di ospedalizzazione più bassi tra i migranti, che gli autori ipotizzano possano dipendere da una quota di sotto-diagnosi, più che da un reale stato di salute migliore.
Una survey tra i lavoratori agricoli stagionali provenienti da paesi extra UE, soprattutto Nord e Centro Africa, ha rilevato un’alta prevalenza di dolore muscoloscheletrico nonché di disturbi di salute mentale quali stress, sintomi depressivi e ansia, correlati ad un maggior numero di ore lavorate. Lo svolgimento regolare di attività fisica e la presenza di supporto sociale sono risultati fattori protettivi, rispettivamente per la salute fisica e per la salute mentale. Per mantenere il capitale di salute di questi lavoratori, gli autori suggeriscono quindi vari interventi di tipo strutturale, tra cui un miglior controllo delle condizioni generali di contratto e di lavoro e il rafforzamento delle reti di supporto sanitario e sociale.
Nell’ottica dell’intersezionalità, un’analisi dei dati PASSI 2014-24 relativi alla popolazione occupata, ha messo in luce come il genere e la cittadinanza modifichino l’impatto della classe occupazionale sulla salute fisica e sul benessere economico: l’appartenenza alla classe più bassa ha sempre maggiori effetti negativi sulle donne rispetto agli uomini, maggiori difficoltà economiche tra gli stranieri rispetto agli italiani e, viceversa, maggiore svantaggio sulla salute percepita tra gli italiani.
Va inoltre segnalato l’interessante Simposio Migrazione: nuove generazioni, nuove sfide, organizzato congiuntamente dai due Gruppi di Lavoro AIE “Salute delle popolazioni immigrate, migranti, richiedenti asilo e rifugiate” e “Salute della donna e dei primi 1000 giorni”, che si è concentrato sulle problematiche associate alla salute di adolescenti e giovani con background migratorio, suscitando un ampio dibattito al termine delle tre presentazioni invitate.
In particolare, l’Advocacy Coordinator on Migration di Save the Children Italia, Veronica Boggini, ha affrontato il tema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, illustrando le dimensioni del fenomeno e la normativa vigente, soprattutto in relazione agli attuali interventi legislativi che minacciano il diritto alla protezione e alla salute.
Nel secondo intervento (a cura di Chiara Schepisi, INMP) sono stati riportati i risultati ricavati dall’indagine ISTAT Multiscopo sui punteggi di salute mentale autoriferita dei giovani tra 14 e 29 anni, figli di entrambi i genitori immigrati (cosiddetta seconda generazione). Anche in questo caso i profili differiscono per genere, con un vantaggio nella salute mentale dei giovani di seconda generazione rispetto sia ai propri genitori sia agli italiani che si osserva solo tra i maschi ed è parzialmente spiegato da età, occupazione e salute mentale dei genitori.
L’ultima presentazione, ancora sulla salute delle seconde generazioni, è invece stata di stampo più metodologico. Nella prima parte è stata presentata una umbrella review delle evidenze disponibili, con particolare attenzione ai framework concettuali e alle diverse definizioni utilizzate in letteratura per identificare la popolazione in studio (a cura di Sara Cavagnis, Università di Bologna). Nella seconda parte è proseguita l’analisi della complessità concettuale e del rischio di stigmatizzazione nel definire le seconde generazioni, con l’approfondimento delle fonti di dati utili per misurare gli esiti di salute di questo gruppo di popolazione in Italia (Alice Corsaro, Università di Modena e Reggio Emilia).
Non potendo riportare in dettaglio tutte le presentazioni e i poster che hanno trattato il tema della salute delle popolazioni migranti, si rimanda al libro degli abstract, segnalando di seguito (in ordine alfabetico del primo autore) i lavori in cui Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati era stata indicata nell’abstract come categoria di interesse primaria o secondaria.
Uso dei servizi sanitari tra i migranti con demenza: uno studio di coorte nel Lazio
Autore/Autrice: Anna Acampora | Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio, ASL Roma 1, Roma
Lo screening cervicale nelle donne migranti in Italia: revisione narrativa di evidenze epidemiologiche, disuguaglianze, barriere e raccomandazioni di sanità pubblica
Autore/Autrice: Martina Alberani | Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Bologna; Evaluation and Implementation Science Unit, Centre for Health Policy Melbourne School of Population and Global Health, University of Melbourne, Carlton, Vic 3053, Australia
Efficacia di un intervento co-creato e culturalmente orientato per la gestione del diabete di tipo 2 in persone con background migratorio: il trial clinico randomizzato DiabEthic
Autore/Autrice: Francesca Bononi | Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italia
Vent’anni di evoluzione della popolazione immigrata in provincia di Reggio Emilia: dinamiche demografiche e salute materno-infantile
Autore/Autrice: Elisabetta Cattani | Studentessa Università “Sapienza”, Roma, Italia
Multimorbidità e depressione nella popolazione migrante con demenza: risultati preliminari dello studio multicentrico ImmiDem
Autore/Autrice: Benedetta Contoli | Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia
La diversità dello sfruttamento in Italia. Classe, genere e cittadinanza e impatto su salute e benessere in Italia. Dati PASSI 2014-2024
Autore/Autrice: Pirous Fateh-Moghadam | Servizio Osservatorio epidemiologico, Dipartimento di Prevenzione, Azienda sanitaria universitaria del Trentino
Le sfide della vaccinazione tra i migranti adulti di recente arrivo in italia: risultati da uno studio pilota
Autore/Autrice: Caterina Ferrari | 1. Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive (DSPMI) – Università La Sapienza, Roma 2. Centro Nazionale per la Salute Globale (GLOB) – Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roma
Diabete, gestione della malattia e mortalità in base allo status migratorio: uno studio di popolazione a Reggio Emilia
Numero: 556
Autore/Autrice: Francesca Leoni | Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italia; Centro di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità pubblica, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università di Torino, Orbassano (TO), Italia
Origine materna e determinanti precoci di salute nella seconda generazione: evidenze dalla coorte NINFEA
Numero: 415
Autore/Autrice: Silvia Maritano | Università di Torino – Dipartimento di scienze mediche, Unità di Epidemiologia dei Tumori
Differenze di genere nella popolazione migrante con Sclerosi Multipla: evidenze Real-World dal Registro Italiano Sclerosi Multipla e Patologie Correlate
Numero: 426
Autore/Autrice: Pasquale Paletta | Area di Ricerca in Sanità Pubblica, Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, Genova
Salute fisica e mentale dei lavoratori agricoli stagionali migranti: una survey piemontese
Numero: 389
Autore/Autrice: Fulvio Ricceri | Centro di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità Pubblica, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino
La salute mentale nei giovani immigrati di seconda generazione.
Numero: 74
Autore/Autrice: Chiara Schepisi | INMP
Status di migrante e rischio di diabete gestazionale: studio di popolazione nella regione Marche, 2013 – 2020. (MIGHTY PROJECT – CUP P2022ASXKR)
Numero: 384
Autore/Autrice: Edlira Skrami | Centro di Epidemiologia, Biostatistica e Informatica Medica, Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità Pubblica, Università Politecnica delle Marche
Andamento delle infezioni respiratorie acute nella popolazione dei migranti a Trieste: confronto tra serie DONK e sorveglianza ISS
Numero: 404
Autore/Autrice: Federico Turoldo | Università degli Studi di Trieste
Monitoraggio dell’offerta vaccinale per popolazione immigrata in ASFO dal 2022 ad oggi.
Numero: 239
Autore/Autrice: Giulia Valdi | Dipartimento di Prevenzione Azienda Sanitaria Friuli Occidentale
A cura di Teresa Spadea, Servizio di Epidemiologia, ASL TO3, Regione Piemonte
