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Disuguaglianze di salute

Programmi di pasti scolastici: migliorare la salute e l’equità nell’Unione Europea

Tempo di lettura: 2 minuti

In un’Europa che affronta sfide come la povertà e l’obesità infantile, i programmi di pasti scolastici rappresentano uno strumento fondamentale per garantire salute ed equità sociale. Grazie all’approvazione della Garanzia europea per l’infanzia, l’Unione Europea si è impegnata a assicurare che ogni bambino a rischio di povertà abbia accesso a un pasto nutriente gratuito ogni giorno di scuola.

Attualmente, questi programmi raggiungono circa 25 milioni di bambini con un investimento di oltre 12 miliardi di euro. Sebbene la maggior parte degli Stati utilizzi ancora criteri mirati per aiutare le famiglie più bisognose, si sta diffondendo la tendenza a offrire pasti gratuiti per tutti, indipendentemente dal reddito. Tuttavia, permangono disparità tra i vari paesi a causa di differenze nei budget e nelle infrastrutture scolastiche.

Per migliorare il sistema, si punta su alcune direzioni chiave:

  • Inclusività: estendere i pasti gratuiti anche agli studenti più grandi, come quelli delle scuole superiori.
  • Sostenibilità: utilizzare le mense come piattaforma per sostenere l’agricoltura locale, privilegiando prodotti freschi e sostenibili.
  • Finanziamenti innovativi: collaborare con il settore privato e agricolo per trovare nuove risorse.

Oltre al benessere immediato, investire nelle mense scolastiche è una scelta economica intelligente: le ricerche indicano che per ogni euro speso si può ottenere un ritorno economico tra i 7 e i 34 euro nel lungo periodo, grazie ai benefici su salute, istruzione e crescita economica. L’obiettivo finale è far sì che il pasto scolastico diventi un diritto fondamentale garantito per legge, consolidando il ruolo dell’UE come leader mondiale nelle politiche per l’infanzia.

Le principali differenze tra gli Stati membri dell’Unione Europea nell’attuazione dei programmi di pasti scolastici riguardano principalmente l’approccio strategico, i finanziamenti e la copertura dei servizi.

  • Modelli di accesso: La maggior parte dei paesi adotta approcci mirati, fornendo pasti gratuiti solo a bambini di famiglie a basso reddito o in scuole situate in zone svantaggiate. Tuttavia, oltre un terzo degli Stati membri sta implementando o espandendo programmi di pasti gratuiti universali, rivolti a tutti gli studenti indipendentemente dal reddito.
  • Investimenti economici: Esiste un divario enorme nei budget stanziati, che variano da 850.000 euro a 9,7 miliardi di euro a seconda del paese. Anche la spesa annuale per ogni singolo bambino mostra forti differenze, oscillando tra i 54 e i 122 euro.
  • Fase di sviluppo dei programmi: Gli Stati si trovano in stadi diversi di evoluzione; alcuni stanno passando da una totale assenza di servizi a progetti pilota, mentre altri stanno trasformando programmi selettivi in sistemi universali.
  • Ostacoli strutturali e normativi: Le disparità sono accentuate da infrastrutture inadeguate in alcuni paesi, oltre a incongruenze nelle leggi nazionali e vincoli finanziari che limitano l’espansione del servizio.
  • Copertura per fasce d’età: Si registrano differenze significative nell’accesso ai pasti tra i diversi livelli scolastici, con una tendenza a escludere più frequentemente gli studenti dell’istruzione secondaria rispetto a quelli della primaria.

Articolo originale

Eustachio Colombo P, Svarc J, Bundy D. School meal programmes: improving health and equity in the European Union. The Lancet Public Health, 11, e74-e75

https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(25)00303-2/fulltext


Foto di Julia Fillrovska  su Pexels – https://www.pexels.com/it-it/@3275293/


A cura di Paola Capra, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS), ASL TO3, Regione Piemonte

paola.capra@dors.it