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Differenze di mortalità per livello di istruzione in Italia

Differenze socioeconomiche nella mortalità a favore delle fasce sociali più avvantaggiate sono state ben documentate in molti paesi europei in modo sistematico.

Per rispondere alla domanda di ricerca su questi temi, l’ISTAT, nell’ambito del progetto “Differenze socio-economiche nella mortalità”, inserito nel Piano Statistico Nazionale, ha costruito una base dati che permette di studiare le diseguaglianze nella mortalità della popolazione italiana mediante record-linkage tra i dati degli archivi dell’Indagine su decessi e cause di morte e il Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011.

Il database è stato poi integrato con varie fonti anagrafiche al fine di migliorare la qualità del linkage. I primi risultati dello studio, relativi alla speranza di vita per livello di istruzione, sono stati diffusi nell’Aprile 2016 (http://www.Istat.it/it/archivio/184896)[1]. Successivamente l’Istat, utilizzando i dati di mortalità del triennio 2012-2014, ha diffuso i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio, genere, ripartizione territoriale e cause di morte (https://www.Istat.it/it/archivio/201175).

E’ stato recentemente condotto un nuovo studio sulle diseguaglianze nella mortalità per titolo di studio, presentato in occasione del convegno AIE 2017 a Mantova e realizzato nell’ambito delle attività previste dal protocollo di ricerca tra ISTAT e INMP, cui ha collaborato anche il Sevizio di Epidemiologia della ASL TO3.

In particolare sono stati calcolati nuovamente i tassi di mortalità per livello di istruzione differenziato per coorte di nascita. I tassi sono stati standardizzati per età e stratificati per genere e ripartizione geografica di residenza e calcolati per 22 cause di morte, tra le quali i più frequenti raggruppamenti e alcune cause correlate a particolari meccanismi e fattori di rischio.

Per valutare le differenze socioeconomiche sono stati inoltre calcolati due indicatori di disuguaglianza relativa: il rapporto tra tassi di mortalità (Mortality Rate Ratios, MRR), considerando come categoria di riferimento il livello di istruzione alto, e il Relative Index of Inequality (RII). L’RII rappresenta il rapporto tra i tassi di mortalità ai due estremi della scala sociale, determinata sulla base del rango socio-economico, ossia della proporzione di individui che hanno un titolo di studio superiore. Indica dunque, l’intensità del gradiente sociale osservato.

Il tasso di mortalità per tutte le cause risulta pari a 128,4/10.000 anni-persona per gli uomini e 74,5 per le donne. Sia tra gli uomini che tra le donne le cause più frequenti di morte sono i tumori maligni, con tassi pari a 46,3 per gli uomini e 25,3 per le donne, e le malattie del sistema circolatorio, con tassi pari a 40,8 per gli uomini e 24,6 per le donne.

Dallo studio è emerso che la mortalità per tutte le cause in Italia è inversamente associata al livello di istruzione, sia tra gli uomini che tra le donne, quindi con tassi maggiori nei soggetti con un basso titolo di studio. Tra gli uomini con basso livello di istruzione il rischio di morte per tutte le cause è superiore del 34% rispetto a chi ha un livello alto, mentre tra le donne è più elevato del 22%. Il gradiente socio-economico della mortalità è più intenso tra gli uomini (RII=1,52) rispetto alle donne (RII=1,31).

Disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione si osservano per quasi tutti i raggruppamenti di cause considerati. In particolare, tra gli uomini il rapporto tra tassi di mortalità del basso livello di istruzione rispetto all’alto (MRR basso vs alto) è più elevato per AIDS, tumore dello stomaco, del fegato, delle vie aero-digestive superiori (VADS), della vescica, diabete, cirrosi, malattie del sistema respiratorio, incidenti stradali e suicidi, mentre tra le donne per AIDS, tumori dello stomaco, diabete cirrosi e malattie del sistema respiratorio. In tutti questi casi l’eccesso di rischio di chi possiede un livello di istruzione basso è superiore al 50% rispetto a chi possiede un livello di istruzione alto.

L’analisi a livello territoriale mostra: a) elevati tassi di mortalità per le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari al Sud, dove si osservano anche forti disuguaglianze socioeconomiche tra le donne per le gli stessi raggruppamenti di cause; b) per tutti i tumori, in particolare per i tumori del polmone, tassi di mortalità elevati per il basso livello di istruzione nel Nord-Ovest associati a forti disuguaglianze tra gli uomini; c) per i tumori delle vie aero-digestive superiori tassi di mortalità più alti al Nord e forti disuguaglianze socioeconomiche al Sud tra gli uomini.

La povertà individuale di credenziali educative, misurata dal titolo di studio, si conferma un determinante della mortalità. Una parte rilevante di queste diseguaglianze sono contrastabili con azioni mirate ai fattori di rischio comportamentali, il cui contrasto porterebbe a un sostanziale miglioramento della salute della popolazione.

[1] La comparazione con gli altri paesi Oecd cui l’Italia ha partecipato grazie a questo progetto è stata diffusa nel 2017 (Murtin, F. et al. (2017), “Inequalities in longevity by education in Oecd countries: Insights from new Oecd estimates”, Oecd Statistics Working Papers, 2017/02, Oecd Publishing, Paris http://dx.doi.org/10.1787/6b64d9cf-en).

Sintesi  e commento a cura di Raffaella Gaudio, Luisa Frova e Alessio Petrelli,  Istituto Nazionale per la Salute delle Popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (INMP)