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Risorse economiche

condizioni di vita 2

Il reddito, il patrimonio individuale e familiare e la qualità dell’abitazione.

Gli svantaggi che caratterizzano la posizione sociale individuale – basso titolo di studio, disoccupazione, basso valore della casa – influenzano negativamente le componenti della salute, sia quelle fisiche e psicologiche, sia quelle relative alle malattie croniche. Gli uomini meno istruiti, i disoccupati, coloro che vivono in abitazioni piccole o in affitto, ma anche chi è povero di risorse di aiuto familiare (come i monogenitori o gli anziani soli) mostrano svantaggi significativi di salute, che risultano stabili nel tempo.

Dai dati alle politiche, l’esperienza di Torino di coinvolgimento degli stakeholder

Si è recentemente conclusa un’esperienza locale di coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement), realizzata a partire dalla pubblicazione di un rapporto sulle disuguaglianze di salute nella città di Torino. L’intero processo, guidato da un gruppo di ricerca coordinato dal Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte (SEPI) è partito dall’analisi di risultati epidemiologici e ha creato uno spazio di discussione inedito basato sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti.

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Str.A.Da. Strumenti per l’accesso ai dati e indicatori di salute

Str.A.Da. raccoglie i principali sistemi di accesso, disponibili sul web, per la consultazione, l’estrazione e l’utilizzo di dati e indicatori utili per la costruzione e la produzione di profili e rapporti di salute a diversi livelli territoriali della regione Piemonte. Recentemente sono anche state inserite fonti con dati raccolti a livello europeo.

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Il libro “La città che cura. Microaree e periferie della salute” – dal convegno di Trieste.

Questo libro si interroga su come sia possibile mettere insieme un’organizzazione sensibile a rilevare i bisogni, a creare delle reti. Le storie che racconta sembrano dire che i servizi cresciuti nella città e nelle periferie di Trieste, i Distretti e le Microaree, non sono lì a guardare dall’esterno, ma diventano parte della storia delle persone, entrano dentro la loro quotidianità fino a costituire pezzi di soggettività  che emergono dai racconti.  

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L’Italia alla guida di un nuovo progetto europeo per la lotta alle disuguaglianze sociali nella salute

Si chiama JAHEE, termine che in swahili significa “dignità”, ed è l’acronimo di Joint Action Health Equity Europe, nuovo progetto per il contrasto alle disuguaglianze sociali nella salute finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del terzo Health Programme 2014-2020 e di cui si è tenuto il kickoff meeting a Lussemburgo il 21 e 22 giugno 2018.

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Diseguaglianze sociali e stato di salute – Rompere il circolo vizioso

Il rapporto del Deloitte Centre for Health Solutions “Diseguaglianze sociali e stato di salute – Rompere il circolo vizioso” analizza l’impatto dei determinanti sociali sulle disuguaglianze di salute nell’Europa  occidentale.

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Ospedalizzazione evitabile per cittadinanza. Risultati della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani

L’ospedalizzazione evitabile (OE) include i ricoveri per una serie di condizioni che sono potenzialmente trattabili attraverso un’appropriata e tempestiva assistenza territoriale senza il ricorso all’assistenza ospedaliera. Questo indicatore viene perciò utilizzato come indicatore di accesso e qualità delle cure primarie. Lo studio presentato al XLI Congresso dell’AIE aveva l’obiettivo di confrontare l’OE tra cittadini italiani e stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria, nella coorte veneziana della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani (SLM). Ha riguardato tutte le persone che avevano un’età compresa tra gli 1 e i 64 anni, residenti a Venezia per almeno un giorno dall’1/1/2001 al 31/12/2014 (coorte aperta), per i quali si è analizzata l’occorrenza di 1 o più OE (secondo la definizione dell’Agency for Healthcare Research and Quality) durante il periodo di follow-up. L’analisi è stata condotta separatamente per la popolazione pediatrica (1-17 anni), costituita da circa 70.000 bambini, e per quella adulta (circa ...

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Differenze di mortalità per livello di istruzione in Italia

Differenze socioeconomiche nella mortalità a favore delle fasce sociali più avvantaggiate sono state ben documentate in molti paesi europei in modo sistematico. Per rispondere alla domanda di ricerca su questi temi, l’ISTAT, nell’ambito del progetto “Differenze socio-economiche nella mortalità”, inserito nel Piano Statistico Nazionale, ha costruito una base dati che permette di studiare le diseguaglianze nella mortalità della popolazione italiana mediante record-linkage tra i dati degli archivi dell’Indagine su decessi e cause di morte e il Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011. Il database è stato poi integrato con varie fonti anagrafiche al fine di migliorare la qualità del linkage. I primi risultati dello studio, relativi alla speranza di vita per livello di istruzione, sono stati diffusi nell’Aprile 2016 (http://www.Istat.it/it/archivio/184896)[1]. Successivamente l’Istat, utilizzando i dati di mortalità del triennio 2012-2014, ha diffuso i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio, genere, ripartizione territoriale e cause di morte ...

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Povertà e rinuncia a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in Italia

Le disuguaglian­ze sociali e territoriali di salute e di accesso alle cure rappresentano in Italia e nei Paesi Europei un problema persistente, che si è acuito nel periodo di recessione economica globale. Tra il 2007 e il 2014 in Europa la prevalenza di persone che hanno rinunciato a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in presenza di bisogno per qualsiasi motivo (da 6.9% a 6.7%) e per motivi economici (da 2.6% a 2.4%) è rimasta costante. L’Italia, insieme alla Grecia, è il Paese in cui si è osservato il maggior incremento di persone che hanno rinunciato per motivi economici (da 3.2% a 6.5%), seppur a fronte di un incremento lieve della rinuncia per qualsiasi motivo (da 6.7% a 7.8%). L’indagine europea EU-SILC “Reddito e condizioni di vita”, la cui edizione italiana è condotta annualmente dall’ISTAT su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia di età superiore a 15 anni, ...

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Salute materno-infantile delle donne migranti: evidenze per migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle cure.

DoRS e il Servizio di Epidemiologia hanno curato la traduzione in italiano del documento dell’Oms Europa “What is the evidence on the reduction of inequalities in accessibility and quality of maternal health care delivery for migrants? A review of the existing evidence in the WHO European Region”.

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Differenze socioeconomiche nella mortalità: primi risultati dello Studio Longitudinale Emiliano al convegno AIE

Anche Modena, Bologna insieme a Reggio Emilia entrano a far parte del Sistema Longitudinale Emiliano, uno strumento per misurare nel  tempo le disuguaglianze di salute. I primi risultati sono stati presentati nella sessione parallela dedicata alle disuguaglianze di salute nell’ambito del XLI Congresso dell’Associazione italiana di Epidemiologia che si è svolto a Mantova lo scorso ottobre. Il monitoraggio delle disuguaglianze in salute è uno degli strumenti fondamentali per il loro contrasto[1]. In Regione Emilia-Romagna, uno dei primi esperimenti risale a metà anni 2000 con lo studio longitudinale della città di Reggio Emilia che aveva esaminato i differenziali socioeconomici nella mortalità nei soggetti censiti nel 1991 e seguiti fino al 2001[2]. Recentemente, il lavoro di costruzione di un sistema integrato di dati si è allargato a comprendere, oltre Reggio Emilia, anche le città di Bologna e Modena. Questo sistema, che prende il nome di Studio Longitudinale Emiliano (SLEm), mette in relazione ...

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