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Come ridurre le disuguaglianze nella mortalità? Un’analisi quantitativa di sei fattori di rischio in 21 popolazioni europee

povLo studio, pubblicato nel 2014, si propone di quantificare il potenziale di riduzione delle disuguaglianze nella mortalità, condizionate dalla moderazione (o l’eliminazione) delle disuguaglianze legate a importanti fattori di rischio.

 

Si propone la traduzione dell’abstract dell’articolo

 

Riassunto

Contesto: Le disuguaglianze socioeconomiche nella mortalità rappresentano una delle sfide più difficili per le politiche della salute in tutti i Paesi europei. Lo studio mira a quantificare l’impatto che un’equa distribuzione di sei fattori di rischio – il fumo, l’obesità, la sedentarietà, l’emarginazione sociale, il basso reddito e l’inattività economica – avrebbe nella mortalità.

Metodi: Sono stati raccolti dati sulla mortalità e sui fattori di rischio per livello d’istruzione riguardanti 21 popolazioni nei primi anni del 2000. L’impatto sulle disuguaglianze nella mortalità è stato stimato prendendo in considerazione due scenari: uno, nel quale le disuguaglianze nei fattori di rischio risultavano eliminati del tutto e un altro, più realistico, nel quale le disuguaglianze nei fattori di rischio erano ridotte rispetto a quelle osservate nel Paese con le minori disuguaglianze esistenti per quel fattore di rischio.

Scoperte: In generale, la diminuzione delle disuguaglianze legate a fumo, reddito basso e inattività economica è risultata avere maggiore potenziale nella riduzione delle disuguaglianze nella mortalità, rispetto agli altri fattori di rischio. Tenendo conto dello scenario migliore, il potenziale di riduzione delle disuguaglianze nella mortalità per il fumo e l’attività fisica è spesso minore, ma pur sempre considerevole, in molti Paesi.

Interpretazione: Teoricamente, esiste un enorme potenziale per ridurre le disuguaglianze nella mortalità in molti Paesi europei, per esempio attraverso politiche di controllo del fumo orientate all’equità, una redistribuzione del reddito o politiche del lavoro. L’esistenza di Paesi “modello”, caratterizzati da una distribuzione più equa di alcuni dei fattori di rischio suggerisce che la riduzione delle disuguaglianze nella mortalità è attuabile.

Riferimento bibliografico:

Eikemo TA(1), Hoffmann R(2), Kulik MC(2), Kulhánová I(2), Toch-Marquardt M(1), Menvielle G(3), Looman C(2), Jasilionis D(4), Martikainen P(5), Lundberg O(6), Mackenbach JP(2); EURO-GBD-SE Consortium. Collaborators: Biggeri A, Firenze DS, Bopp M, Borrell C, Burström B, Costa G, Dahl E, Deboosere P, Demarest S, Dibben C, Dzurova D, Ekholm O, Esnaola S, Fritzell J, Fry S, Helakorpi S, Judge K, Jusot F, Kalediene R, Klotz J, Klumbiene J, Kovacs K, Lange A, Leinsalu M, Instituut TA, Lindbak R, Regidor E, Ruchon F, Rychtarikova J, Rodríguez-Sanz MC, Strand BH, Tekkel M, Van Oyen H, Wojtyniak B. How can inequalities in mortality be reduced? A quantitative analysis of 6 risk factors in 21 European populations. Int. PLoS One. 2014 Nov 4;9(11):e110952. doi: 10.1371/journal.pone.0110952. eCollection 2014.