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Livello di istruzione e vaccini: una relazione difficile

Si è parlato di fake news sui vaccini, di come nascono e di come si contrastano lo scorso novembre nel convegno organizzato dal Comitato di Collaborazione Medica (CCM) dal titolo “I vaccini tra scienza e falsi miti”

Riportiamo il resoconto dell’intervento di Luisa Mondo, Servizio Sovrazonale di Epidemiologia ASL TO3 e Vittorina Buttafuoco, Asl città di Torino.

Italiani, colti, non giovani, con più figli, e spesso con madri impiegate in ambito sanitario: questo è il ritratto delle coppie che scelgono di non vaccinare i loro figli, così come emerso dall’indagine sui determinanti del rifiuto dell’offerta vaccinale nella regione Veneto.

Inoltre, sono le madri ad avere un peso tendenzialmente maggiore sulla decisione rispetto a quello che si può riscontrare tra chi vaccina o vaccina parzialmente.

Dall’analisi emerge che tale gruppo di genitori, che si ritenevano essere mossi principalmente da ragioni ideologiche, si sono rivelati bisognosi di informazioni approfondite.

Inoltre, è emersa l’importanza dei contatti diretti tra i genitori, soprattutto per quanto riguarda il discorso delle reazioni avverse ai farmaci. Tutti i genitori temono le reazioni avverse subito dopo la vaccinazione, mentre hanno opinioni diverse nei confronti delle reazioni nel lungo periodo. In particolare, i genitori che non vaccinano tendono a minimizzare la pericolosità delle malattie, che è invece la preoccupazione principale di chi sceglie di vaccinare. In sostanza i vaccini sono vittime del loro stesso successo per cui riducendo la comparsa della malattie per le quali ci si vaccina, fanno sì che nella popolazione generale non vi sia più la percezione dei problemi che si presentano quando si contrae la malattia.

Il DL 73/2017 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” introduce, in Italia, l’obbligo di vaccinazione 0-16 anni per proteggere dalle seguenti malattie: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

La mancata somministrazione dei vaccini obbligatori preclude l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne. Per il mancato rispetto dell’obbligo da parte di bambini e ragazzi più grandi, invece, è prevista una multa da 100 a 500 euro. E, come prevedibile, una volta arrivato l’obbligo, ne consegue l’obiezione. E sorge spontanea la domanda: è stato il DL 73/2017 a scatenare campagne per la libertà di vaccinazione o sono state le campagne no vax o free vax a far introdurre il DL 73/2017?

Alcuni “antivaccinisti professionisti” hanno convinto un gran numero di genitori che i vaccini possono essere pericolosi ed hanno reclutato tra le loro fila famiglie con bambini affetti da danno vaccinale (vero o presunto).

I vaccini sono farmaci, come tutti i farmaci possono dare reazioni avverse. Cosa che può avvenire anche con un bicchiere di acqua di fonte che se bevuto troppo freddo porta congestione o se va di traverso  può causare soffocamento, o per un cibo che ci dia allergia e via dicendo ….

Il danno da vaccini, obbligatori o raccomandati,  è riconosciuto in legislatura: l’art. 1 della legge n. 210 del 25 febbraio 1992 prevede il diritto all’indennizzo per chiunque abbia riportato lesioni o infermità permanenti a causa di vaccinazioni. Val la pena sottolineare che la legge parla di indennizzo che è una misura di solidarietà sociale mentre il risarcimento ha come presupposto l’accertamento di una responsabilità colposa o dolosa. Tutte le paure, i falsi miti, le cosiddette fake news, sono amplificate in quelle che vengono definite echo-chamber: «Uno spazio definito sul web nel quale le idee scambiate, essenzialmente, si confermano le une con le altre. Per esempio, può essere uno spazio di persone che hanno la stessa mentalità e che si scambiano idee politiche simili, oppure una pagina su una teoria cospirazionista. Una volta entrati in questi spazi, gli utenti scambiano informazioni molto simili, in pratica facendosi eco l’un l’altro». E, ancor più grave, vengono espulse dalle stanze ecogene tutte le voci di dissenso, ma non solo: nel momento in cui si dimostra che si tratta di una bufala, di una notizia gonfiata o altro si viene tacciati di esser parte del sistema rinforzando l’opinione che vi sia un complotto.  Inoltre, esiste una relazione tra l’algoritmo fondamentale delle piattaforme più usate su internet in Occidente – da Google a Facebook – e la formazione di echo-chamber: in sostanza ci vengono proposte e riproposte quelle pagine che favoriscono argomenti e persone simili a quelle sono state, in passato, gradite agli utenti. E’ esperienza comune che dopo aver osservato in rete alcune pagine relative, per esempio, a gatti, nelle settimane successive, fino a che non si farà una ricerca su altri temi, verranno proposto tutti argomenti relativi a gatti.

Così, nelle stanze ecogene dei free-va xe no-vax, i pochi e rari effetti collaterali sono enfatizzati fino a far scordare i danni provocati dalle malattie: studi scientifici serissimi sono messi in dubbio con affermazioni relative a presenza di metalli o feti nei vaccini, sovraccarico o indebolimento del sistema immunitario, richiesta di esami prevaccinali e somministrazioni monodose, proposta di ritardare l’epoca di somministrazione, paura che i vaccinati siano infettivi o diventino autistici, accusa di interessi delle ditte produttrici di vaccini e dei medici.  Tutti questi dubbi ed altri sono sistematicamente smontati da esperti, ma tornano a galla in poco tempo. Ecco perchè si è scelta la via dell’obbligatorietà che è una misura estrema, come già in legislatura ve ne sono altri quali l’obbligo delle cinture e dei seggiolini  in auto, del casco in moto, il divieto di fumo nei locali pubblici, la normativa sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Per  poter togliere l’imposizione e aver, allo stesso tempo, una buona copertura vaccinale, occorre un dialogo con le famiglie fornendo informazioni accurate ed esaurienti su benefici e rischi, chiarendo i dubbi, ascoltando le richieste.

Scarica le slide dell’intervento “Fake news sui vaccini, come nascono e come si contrastano”.