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Articoli scientifici

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Ospedalizzazione evitabile per cittadinanza. Risultati della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani

L’ospedalizzazione evitabile (OE) include i ricoveri per una serie di condizioni che sono potenzialmente trattabili attraverso un’appropriata e tempestiva assistenza territoriale senza il ricorso all’assistenza ospedaliera. Questo indicatore viene perciò utilizzato come indicatore di accesso e qualità delle cure primarie. Lo studio presentato al XLI Congresso dell’AIE aveva l’obiettivo di confrontare l’OE tra cittadini italiani e stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria, nella coorte veneziana della rete italiana degli Studi Longitudinali Metropolitani (SLM). Ha riguardato tutte le persone che avevano un’età compresa tra gli 1 e i 64 anni, residenti a Venezia per almeno un giorno dall’1/1/2001 al 31/12/2014 (coorte aperta), per i quali si è analizzata l’occorrenza di 1 o più OE (secondo la definizione dell’Agency for Healthcare Research and Quality) durante il periodo di follow-up. L’analisi è stata condotta separatamente per la popolazione pediatrica (1-17 anni), costituita da circa 70.000 bambini, e per quella adulta (circa ...

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Differenze socio-economiche e declino cognitivo nell’anziano

Il declino cognitivo rappresenta una causa molto comune di morbilità nell’anziano. In aggiunta alle condizioni cliniche ed allo stile di vita, c’è ampia discussione in letteratura sullo studio degli indicatori di stato socio-economico come determinanti del declino cognitivo. Durante la sessione parallela dedicata alle disuguaglianze di salute, nell’ambito del XLI Congresso dell’Associazione italiana di Epidemiologia, sono stati presentati i primi risultati di uno studio di associazione di indicatori di stato socio-economico e declino cognitivo nella coorte napoletana di EPIC. La coorte napoletana di EPIC (Progetto ATENA) è composta da 5062 donne residenti nell’area metropolitana di Napoli ed arruolate tra il 1993 ed il 1997. Le partecipanti avevano, al momento dell’arruolamento, un’età compresa tra i 30 e i 69 anni. Tra il 2008 e il 2009, alle donne con un’età uguale o superiore ai 65 anni, è stato somministrato un questionario telefonico per valutare lo stato cognitivo (TICS – Telephone Interview ...

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Differenze di mortalità per livello di istruzione in Italia

Differenze socioeconomiche nella mortalità a favore delle fasce sociali più avvantaggiate sono state ben documentate in molti paesi europei in modo sistematico. Per rispondere alla domanda di ricerca su questi temi, l’ISTAT, nell’ambito del progetto “Differenze socio-economiche nella mortalità”, inserito nel Piano Statistico Nazionale, ha costruito una base dati che permette di studiare le diseguaglianze nella mortalità della popolazione italiana mediante record-linkage tra i dati degli archivi dell’Indagine su decessi e cause di morte e il Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011. Il database è stato poi integrato con varie fonti anagrafiche al fine di migliorare la qualità del linkage. I primi risultati dello studio, relativi alla speranza di vita per livello di istruzione, sono stati diffusi nell’Aprile 2016 (http://www.Istat.it/it/archivio/184896)[1]. Successivamente l’Istat, utilizzando i dati di mortalità del triennio 2012-2014, ha diffuso i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio, genere, ripartizione territoriale e cause di morte ...

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Povertà e rinuncia a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in Italia

Le disuguaglian­ze sociali e territoriali di salute e di accesso alle cure rappresentano in Italia e nei Paesi Europei un problema persistente, che si è acuito nel periodo di recessione economica globale. Tra il 2007 e il 2014 in Europa la prevalenza di persone che hanno rinunciato a visite mediche specialistiche o trattamenti terapeutici in presenza di bisogno per qualsiasi motivo (da 6.9% a 6.7%) e per motivi economici (da 2.6% a 2.4%) è rimasta costante. L’Italia, insieme alla Grecia, è il Paese in cui si è osservato il maggior incremento di persone che hanno rinunciato per motivi economici (da 3.2% a 6.5%), seppur a fronte di un incremento lieve della rinuncia per qualsiasi motivo (da 6.7% a 7.8%). L’indagine europea EU-SILC “Reddito e condizioni di vita”, la cui edizione italiana è condotta annualmente dall’ISTAT su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia di età superiore a 15 anni, ...

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Differenze socioeconomiche nella mortalità: primi risultati dello Studio Longitudinale Emiliano al convegno AIE

Anche Modena, Bologna insieme a Reggio Emilia entrano a far parte del Sistema Longitudinale Emiliano, uno strumento per misurare nel  tempo le disuguaglianze di salute. I primi risultati sono stati presentati nella sessione parallela dedicata alle disuguaglianze di salute nell’ambito del XLI Congresso dell’Associazione italiana di Epidemiologia che si è svolto a Mantova lo scorso ottobre. Il monitoraggio delle disuguaglianze in salute è uno degli strumenti fondamentali per il loro contrasto[1]. In Regione Emilia-Romagna, uno dei primi esperimenti risale a metà anni 2000 con lo studio longitudinale della città di Reggio Emilia che aveva esaminato i differenziali socioeconomici nella mortalità nei soggetti censiti nel 1991 e seguiti fino al 2001[2]. Recentemente, il lavoro di costruzione di un sistema integrato di dati si è allargato a comprendere, oltre Reggio Emilia, anche le città di Bologna e Modena. Questo sistema, che prende il nome di Studio Longitudinale Emiliano (SLEm), mette in relazione ...

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Quali indicatori misurano meglio lo status socioeconomico? Un esempio dallo studio LIFEPATH

  Nell’ambito del progetto LIFEPATH è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One l’articolo “Socioeconomic indicators in epidemiologic research: a practical example from the LIFEPATH study”, scritto da ricercatori del Servizio Sovrazonale di Epidemiologia dell’ASL TO3 e di altri centri di ricerca epidemiologica europei.

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Diseguaglianze socioeconomiche nella prognosi e nel trattamento del tumore della mammella in Italia

Un recente studio pubblicato sulla rivista Oncotarget, cui hanno partecipato numerosi ricercatori italiani, mette  in luce la persistenza di differenze socioeconomiche nell’offerta di un’assistenza qualificata ed efficace nel trattamento del tumore della mammella. 

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Epidemiologia della salute della popolazione immigrata in Italia: evidenze dalle indagini multiscopo ISTAT

È stata appena pubblicata su Epidemiologia & Prevenzione la monografia “Lo stato di salute della popolazione immigrata in Italia: evidenze dalle indagini multiscopo Istat”.

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Consumo di alcol e disuguaglianze di salute: uno studio su Lancet

L’alcol provoca un più alto numero di decessi e ricoveri tra i gruppi che vivono in condizioni di svantaggio socioeconomico che tra i più benestanti e questo sebbene il livello di consumo non sia differente.  È ciò che emerge da uno studio pubblicato su Lancet condotto in Scozia, dove i ricoveri connessi all’alcol si verificano con una frequenza di sette volte maggiore fra le persone che vivono nelle aree più deprivate rispetto a quelle che vivono nelle aree più ricche. Ciò contribuisce in maniera ragguardevole alle disuguaglianze di salute. 

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Un nuovo indicatore per misurare il livello di deprivazione per cinque paesi Europei.

Le disuguaglianze di salute continuano a rappresentare un problema tangibile e persistente nei diversi Stati europei, nonostante la concertazione di eterogenee politiche sociali ed economiche messe in atto dai singoli Paesi, finalizzate a contrastarle. Tra i numerosi studi volti a indagare le cause e i processi determinanti le disuguaglianze di salute, quello di Guillaume et al del 2016 apporta un interessante e significativo contributo  metodologico.

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